I trattamenti oggi impiegati nella sclerosi multipla

Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. E’ difficile determinare gli effetti terapeutici di trattamenti sperimentali essendo una malattia caratterizzata per la maggior parte dei casi da remissioni spontanee. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività, ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.

Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. E’ difficile determinare gli effetti terapeutici di trattamenti sperimentali essendo una malattia caratterizzata per la maggior parte dei casi da remissioni spontanee. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività, ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.

Il fatto di non essere ancora a conoscenza delle cause prime della malattia, rappresenta un forte limite a nuove prospettive terapeutiche; inoltre l’estrema variabilità della malattia comporta risposte altrettanto variabili alle terapie cliniche, con particolare riferimento ai farmaci immunomodulatori ed immunosoppressori. Un ulteriore limite sta nel fatto che fattori di previsione e di definizione della risposta clinica risultano ancora non ben definiti.

Si può parlare di efficacia relativa delle singole terapie e dal momento che agiscono con meccanismi d’azione differente, si è proiettati verso terapie multiple, cioè trattamenti terapeutici con più farmaci, in modo combinato o in sequenza.

In passato, il trattamento principale della sclerosi multipla era rappresentato da farmaci antinfiammatori steroidei quali l’adrenocorticotropina (conosciuto come ACTH), il prednisone, il metilprednisolone, il prednisolone, il betametasone ed il dexametasone. Studi hanno dimostrato come la somministrazione endovenosa di metilprednisolone aveva un’efficacia superiore rispetto alla somministrazione intravenosa di adrenocorticotropina.

Attualmente il metilprednisolone, corticosteroide dalle proprietĂ  antinfiammatorie, viene impiegato nel trattamento delle riacutizzazioni della malattia in forma recidivante-remittente, in quanto ha dimostrato efficacia nel ridurre la gravitĂ  e la durata delle esacerbazioni. Alti dosaggi di metilprednisolone si sono dimostrati efficaci, inoltre, nel migliorare la spasticitĂ  nelle forme di sclerosi multipla progressiva.

I corticosteroidi non sono impiegati in trattamenti a lungo termine del malato con SM, anzi generalmente derivati del cortisone vengono somministrati ad elevati dosaggi per brevi periodi (giorni) per ridurne gli effetti collaterali che risulterebbero, invece, piĂą gravosi in seguito a trattamento prolungato.

Terapie a lungo termine, a scopo preventivo nella SM, si differenziano in “terapie immunosoppressive aspecifiche” (es ciclofosfamide, mitoxantrone, methotrexate, ed altri) e “terapie immunomodulanti”. Quest’ultime “specifiche” (es Copolimero-1) ed “aspecifiche” (es interferone- Beta, interferone-Alfa ed altri).

Discussioni presenti nel forum:

Mitoxantrone Copaxone Betaferon Rebif Tysabri Avonex Fingolimod Azatioprina Rituximab LDN Acido Alfa Lipoico

 

Ultime news

I ricercatori coinvolti nello studio hanno descritto il primo trattamento che sembrerebbe arrestare completamente tutte le attivitĂ  infiammatorie rilevabili del sistema nervoso centrale in pazienti con SM, per un periodo prolungato ed in assenza di farmaci modificanti la malattia in corso.

Aggiornamento Marzo 2016
Ulteriori risultati sono stati pubblicati recentemente, che dimostrano come l’anticorpo monoclonale sperimentale Ocrelizumab, abbia rallentato la progressione della disabilita’ rispetto al placebo, in uno studio di Fase III in pazienti con Sclerosi Multipla Primaria Progressiva (SMPP).