Terapie immunosoppressive aspecifiche

Per farmaci immunosoppressivi si intende agenti che sopprimono le risposte immunitarie. Essi vengono ad oggi impiegati in diverse condizioni cliniche tra cui anche le malattie autoimmunitarie. Farmaci immunodepressivi sono stati impiegati per oltre 30 anni nel trattamento della sclerosi multipla, pur essendo ancor oggi oggetto di discussione una patogenesi autoimmunitaria della stessa. Circa il 10% dei pazienti con SM sono attualmente in terapia con immunosoppressivi. La ragione fondamentale che spinge a trattare la malattia con farmaci immunosoppressori è l’ipotesi secondi cui la SM sarebbe una malattia infiammatoria immuno-mediata che può trarre beneficio da una importante attività antinfiammatoria. Azatioprina, metotrexate, ciclofosfamide e mitoxantrone ed ultimamente il rituximab sono gli agenti più utilizzati. Molti di essi sono sicuri in combinazione all’interferone-beta e sono sottoposti a studi controllati. Sebbene i farmaci immunosoppressori sono più efficaci in una terapia di induzione, il loro impiego è limitato dalla tossicità e dai potenziali rischi a lungo-termine (Zaffaroni M et al., 2006).

I dosaggi ed i tempi di somministrazione di farmaci immunosoppressori chemioterapici possono variare dipendentemente dal farmaco e dalle caratteristiche del paziente. La dose comunemente impiegata per l’azatioprina è di 2,5 mg/Kg al giorno, per via orale; i suoi effetti immunosoppressori si manifestano pienamente solo dopo 3-6 mesi di trattamento. La ciclofosfamide viene somministrata mensilmente per via endovenosa, al dosaggio di 1-2 g/m² di superficie corporea; gli schemi terapeutici applicati prevedono la somministrazione ripetuta del farmaco con richiami mensili oanche bimensili, ad intervalli sufficienti a permettere una ripresa delle conte delle cellule ematiche.

La somministrazione per via endovenosa di cicli ripetuti mensilmente, caratterizza anche il mitoxantrone, indicato ad un dosaggio di 10-12 mg/m² di superficie corporea; oltre la dose cumulativa di 120-130 mg/m² l’effetto collaterale più rilevante è rappresentato da tossicità a livello cardiaco.

Il metotrexate è somministrato in clinica per via endovenosa o più spesso per via orale al dosaggio di 2,5-5 mg al giorno; dosi anche di 20 mg/settimana, sembrano essere ben tollerate.

Ultime news

I ricercatori coinvolti nello studio hanno descritto il primo trattamento che sembrerebbe arrestare completamente tutte le attività infiammatorie rilevabili del sistema nervoso centrale in pazienti con SM, per un periodo prolungato ed in assenza di farmaci modificanti la malattia in corso.

Aggiornamento Marzo 2016
Ulteriori risultati sono stati pubblicati recentemente, che dimostrano come l’anticorpo monoclonale sperimentale Ocrelizumab, abbia rallentato la progressione della disabilita’ rispetto al placebo, in uno studio di Fase III in pazienti con Sclerosi Multipla Primaria Progressiva (SMPP).