Perchè si chiama ‘sclerosi multipla’

Ad una prima definizione della malattia, accanto al nome “Sclerosi multipla”, spesso troviamo parole come cronica, progressiva, spesso invalidante, infiammatoria, demielinizzante, autoimmune, neurodegenerativa.
Ognuna di queste definizioni è corretta.
La sclerosi multipla può essere tutto questo.

La sclerosi multipla, anche siglata SM o MS (multiple sclerosis), è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, cioè cervello e midollo spinale.
Viene anche denominata sindrome da demielinizzazione o demielinizzante, poiché caratterizzata da una progressiva degenerazione/distruzione della mielina. Quest’ultima è una sostanza costituita da acidi grassi (perciò di colore bianco), che detiene un ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema nervoso centrale.
La mielina riveste , come una guaina, le fibre nervose permettendo la trasmissione rapida e integra degli impulsi (messaggi o comandi) che dal cervello e dal midollo spinale, si dipartono verso le altre parti del corpo e viceversa dalla periferia vanno al centro.
La distruzione delle guaine mieliniche , nel sistema nervoso centrale, causa il blocco o il rallentamento della normale conduzione degli impulsi nervosi comportando il manifestarsi di una estrema varietà di sintomi propri di questa malattia.
Le zone in cui la mielina è stata danneggiata o distrutta vengono anche dette “placche”o aree di demielinizzazione . Tali aree nel tempo vanno incontro ad un processo di indurimento, o meglio di cicatrizzazione. Da qui nasce il nome sclerosi multipla:”sclerosi” per la presenza di lesioni cicatrizzate (le placche) , “multipla” per il fatto che le lesioni possono interessare varie zone del sistema nervoso centrale.
Date le sedi multiple delle placche ne consegue un quadro clinico importante e vario.

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I ricercatori coinvolti nello studio hanno descritto il primo trattamento che sembrerebbe arrestare completamente tutte le attività infiammatorie rilevabili del sistema nervoso centrale in pazienti con SM, per un periodo prolungato ed in assenza di farmaci modificanti la malattia in corso.

Aggiornamento Marzo 2016
Ulteriori risultati sono stati pubblicati recentemente, che dimostrano come l’anticorpo monoclonale sperimentale Ocrelizumab, abbia rallentato la progressione della disabilita’ rispetto al placebo, in uno studio di Fase III in pazienti con Sclerosi Multipla Primaria Progressiva (SMPP).