Criteri diagnostici

La classificazione più utilizzata nei protocolli di ricerca è quella proposta da Poser, basata sulla sintesi dei dati clinici, di laboratorio e strumentali, rappresentati da:
• l’evidenza clinica di disseminazione spaziale e temporale dei sintomi e dei segni;
• la comparsa di lesioni alla risonanza magnetica (RM);
• la dimostrazione di bande oligoclonali di IgG (BO IgG) nel liquor;
• la presenza di potenziali evocati visivi (PEV) alterati.

Recentemente sono stati proposti nuovi criteri dove la RM assume un ruolo più importante, equiparabile a quello dell’esame clinico.
Secondo queste nuove linee guida, peraltro ultimamente riviste ed aggiornate, la diagnosi di SM richiede, in varia combinazione:
• l’evidenza clinica di disseminazione spaziale e temporale dei sintomi e dei segni;
• l’evidenza RM di disseminazione spaziale e temporale delle lesioni;
• la dimostrazione di BO IgG nel liquor;
• la presenza di potenziali evocati visivi (PEV) alterati.