Criteri diagnostici

La classificazione più utilizzata nei protocolli di ricerca è quella proposta da Poser, basata sulla sintesi dei dati clinici, di laboratorio e strumentali, rappresentati da:
• l’evidenza clinica di disseminazione spaziale e temporale dei sintomi e dei segni;
• la comparsa di lesioni alla risonanza magnetica (RM);
• la dimostrazione di bande oligoclonali di IgG (BO IgG) nel liquor;
• la presenza di potenziali evocati visivi (PEV) alterati.

Recentemente sono stati proposti nuovi criteri dove la RM assume un ruolo più importante, equiparabile a quello dell’esame clinico.
Secondo queste nuove linee guida, peraltro ultimamente riviste ed aggiornate, la diagnosi di SM richiede, in varia combinazione:
• l’evidenza clinica di disseminazione spaziale e temporale dei sintomi e dei segni;
• l’evidenza RM di disseminazione spaziale e temporale delle lesioni;
• la dimostrazione di BO IgG nel liquor;
• la presenza di potenziali evocati visivi (PEV) alterati.

Ultime news

I ricercatori coinvolti nello studio hanno descritto il primo trattamento che sembrerebbe arrestare completamente tutte le attività infiammatorie rilevabili del sistema nervoso centrale in pazienti con SM, per un periodo prolungato ed in assenza di farmaci modificanti la malattia in corso.

Aggiornamento Marzo 2016
Ulteriori risultati sono stati pubblicati recentemente, che dimostrano come l’anticorpo monoclonale sperimentale Ocrelizumab, abbia rallentato la progressione della disabilita’ rispetto al placebo, in uno studio di Fase III in pazienti con Sclerosi Multipla Primaria Progressiva (SMPP).