Cosa si intende per “ricaduta”

Dal punto di vista clinico, la SM è caratterizzata da una disseminazione spaziale e temporale dei segni e dei sintomi, poiché i sintomi e segni neurologici dovuti alle lesioni demielinizzanti della sostanza bianca coinvolgono diversi sistemi funzionali (disseminazione spaziale) e la loro comparsa si alterna a periodi di recupero e di stabilità clinica che separano cronologicamente un episodio dall’altro (disseminazione temporale).

Ciascun episodio contrassegnato dalla comparsa di sintomi e segni neurologici viene chiamato “ricaduta”, “recidiva”, “attacco clinico” o “poussée” e rappresenta un momento in cui la malattia è in fase di attività clinica.
Il periodo di stabilità clinica intercorrente fra un attacco e l’altro, che costituisce uno stato di inattività della malattia, si indica con il termine di “remissione”.

Più precisamente, la ricaduta o “poussée” consiste nella comparsa di nuovi sintomi, o nel peggioramento di sintomi preesistenti della durata di almeno 24 ore e preceduta da una fase di remissione o mancata manifestazione neurologica di almeno un mese.
Non è possibile stabilire, a priori, quale tempo trascorre tra una ricaduta e l’altra; esso non è un dato costante nella sclerosi multipla , può andare, infatti, da alcune settimane ad alcuni anni.

Una ricaduta è caratterizzata oltre che da un deficit neurologico tipico della sclerosi multipla, anche dalla osservazione oggettiva o racconto anamnestico da parte del paziente.

Col termine “ricaduta” si escludono i pseudoattacchi .
Quando il paziente, accusa un sintomo durante un episodio febbrile, o durante uno sforzo fisico, o al sole e successivamente, a breve, il sintomo scompare, questo episodio non può considerarsi una ricaduta.

Le forme di sclerosi multipla caratterizzate da recidive sono pricipalmente la forma “recidivante-remittente” e la forma “recidivante-progressiva”.
Nella prima, al manifestarsi di distinte ricadute cliniche segue un recupero completo o incompleto e l'intervallo che intercorre tra una ricaduta e l'altra è privo di progressione della malattia.
All'esordio la forma recdivante-remittente si manifesta nel 70% dei casi.

La forma recidivante-progressiva si manifesta in modo progressivo fin dall'esordio, con chiare recidive, seguite o meno da un recupero; l'intervallo tra una ricaduta e l'altra è caratterizzato da una progressione della malattia.
La forma recidivante-progressiva si manifesta all'esordio nel 15 % dei casi.