ricerca scientifica

Venous and Cerebrospinal Fluid Flow in Multiple Sclerosis: A Case-Control Study

Peter Sundstrom, MD, PhD(1), Anders WÃ¥hlin, MSc(2), Khalid Ambarki, MSc, PhD(2), Richard Birgander, MD, PhD, Anders Eklund, MSc, PhD(2,3,4), and Jan Malm, MD, PhD(1).

Data: 22 Agosto 2010

CCSVI e SM: video del Convegno a Vicenza

Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.

Data: 24 Gennaio 2010

CCSVI: dalla ricerca italiana novità sulla Sclerosi Multipla

Resta ancora un esperimento ed in Italia la sanità ministeriale mantiene le distanze, ma per i malati di sclerosi multipla la scoperta del prof. Paolo Zamboni, ricercatore dell'Università di Ferrara, è già una speranza.

Data: 12 Gennaio 2010
Fonte:

Obesità in adolescenza può aumentare il rischio di SM

Una nuova ricerca mostra che nelle donne, il rischio di sviluppare la Sclerosi Multipla nell'arco della propria vita potrebbe essere doppio, in caso di obesità all'età di 18 anni.

"Questo è il primo studio che collega la Sclerosi Multipla all'obesità" afferma la dott.ssa Kassandra L. Munger.

La Sclerosi Multipla non è una malattia comune, secondo la Munger le donne, generalmente, hanno un rischio di 1 a 100 di avere la SM nell'arco della propria vita comparato con il rischio di 1 a 8 di sviluppare il cancro al seno.

Data: 20 Dicembre 2009

Come i linfociti aggrediscono il cervello

In alcune malattie neurologiche, prima fra tutte la sclerosi multipla, le cellule del sistema immunitario si infiltrano nel tessuto cerebrale causando caratteristici danni. Per molto tempo è rimasto un mistero come queste cellule riuscano a superare la barriera ematoecefalica, lo strato di particolari cellule endoteliali che ricopre i vasi sanguigni che irrorano il cervello e attraverso un'azione di filtraggio molto selettiva impedisce che sia raggiunto da sostanze potenzialmente nocive.

Data: 08 Ottobre 2009
Fonte:

Fampridina migliora la mobilità nella sclerosi multipla

Ricercatori dell'University of Rochester Medical Center a New York hanno coordinato uno studio di fase III a cui hanno partecipato 301 pazienti di età compresa tra i 18 e i 70 anni. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 10 mg di Fampridina a lento rilascio (Fampridina-SR) oppure placebo, 2 volte al giorno per 14 settimane. Il risultato dello studio ha evidenziato che il 35% dei partecipanti che avevavno assunto Fampridina hanno raggiunto un più rapido cammino a passo veloce in almeno 3 di 4 valutazioni cliniche, contro l'8% di coloro che hanno assunto placebo.

Data: 29 Settemrbe 2009

Scoperti geni mutanti sclerosi multipla femminile

Un gruppo di geni femminili la cui espressione e' alterata dalla sclerosi multipla, ma che durante la gravidanza tornano normali: sarebbero i responsabili del miglioramento, finora quasi inspiegabile, delle donne malate di sclerosi che rimangono incinte, e potrebbero essere la chiave per lo studio di nuove terapie farmaco-genomiche. Li hanno individuati, studiando 31 donne affette da sclerosi multipla, i medici del CRESM dell'ospedale San Luigi di Orbassano (Torino), guidati dal professor Antonio Bertolotto.

Data: 06 Maggio 2009
Fonte: ANSA

Sybilla, la ricerca europea contro la sclerosi multipla

Sclerosi multipla, artrite reumatoide, lupus eritematoso, morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa: sono solo alcune delle cosiddette malattie autoimmuni (o immunodegenerative), che rappresentano un grave problema sociale. Nel mondo occidentale sono la terza categoria di patologie più comune dopo il cancro e le malattie cardiovascolari. Negli USA ne è affetto il 5-8% della popolazione (cioè 14-22 milioni di persone). E il 78-80% di chi ne soffre sono donne.

Data: 04 Marzo 2009

Fingolimod (FTY720): risultati studio fase 3

Il farmaco Fingolimod (FTY720) preso per via orale sembra ridurre più efficacemente la frequenza di ricadute rispetto all'Avonex (Interferon-beta 1a, somministrato per via intramuscolare). Questi i primi risultati di uno studio annuale in pazienti con SM Recidivante-Remittente.

Data: 31 Dicembre 2008
Fonte:

Impatto dello Stress sulla Sclerosi Multipla

Uno studio realizzato nel Centro Sclerosi Multipla e nel Dipartimento di Neurologia del "Carmel Medical Center" ad  Haifa in Israele si è proposto di verificare quale impatto abbia lo stress sulla Sclerosi Multipla. E' stata presa in esame una condizione che pone la persona in uno stato di forte stress, quale l'esposizione alla guerra; in dettaglio si è valutato l'impatto dello stress provocato da questa esperienza sulle esacerbazioni della malattia.

Data: 20 Novembre 2008


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259