Mettendo a confronto il DNA di pazienti con sclerosi multipla, i cui sintomi sono attenuati dal trattamento con interferone beta, rispetto al DNA di pazienti che continuano ad essere colpiti da recidive, ricercatori avrebbero identificato delle differenze genetiche tra i due gruppi, così come viene riportato in un articolo pubblicato online oggi e che comparirà nell’edizione di “Archives of Neurology” di Marzo 2008.
Ricercatori dimostrano il ruolo di alcune molecole di adesione cellulare dei linfociti nella patogenesi della sclerosi multipla.
17 Set 2007 - Ricercatori dell’International Multiple Sclerosis Genetics Consortium hanno condotto uno studio di associazione sull’intero genoma per identificare gli alleli associati a rischio di sclerosi multipla.
E’ stata utilizzata la tecnologia del DNA microarray per identificare comuni varianti di sequenza in 931 gruppi familiari ( composti da un bambino affetto da sclerosi multipla e da entrambi i genitori ) e sono state verificate le eventuali associazioni.
Un team di ricercatori statunitensi ed inglesi ha scoperto due mutazioni di geni responsabili dell’insorgenza della Sclerosi Multipla. Gli studi, pubblicati contemporaneamente sulle riviste New England Journal of Medicine e Nature Genetics, rappresentano il primo grande passo avanti nella ricerca genica sulla SM dopo oltre 30 anni.
3 Set 2007 - E’ stato recentemente suggerito che l’herpes virus umano di tipo 6 ( HHV-6 ) potrebbe avere un ruolo nella patogenesi della sclerosi multipla recidivante-remittente, ma non ci sono sufficienti informazioni circa il ruolo del virus HHV-6 nella sclerosi multipla secondaria progressiva.
Le prime osservazioni scientifiche sul rapporto tra scarsa esposizione al sole e sclerosi multipla sono di mezzo secolo fa. Nel corso degli anni questa relazione è stata ripetutamente confermata: più si scende dal nord verso l'equatore e più diminuisce l'incidenza della malattia.
Da gennaio sarà disponibile anche in Italia natalizumab, il primo anticorpo monoclonale per il trattamento della sclerosi multipla. Molti pazienti che non rispondono alle cure fino ad ora disponibili potranno avere nuove speranze per combattere l’evoluzione di questa grave patologia.
Da gennaio sarà disponibile anche in Italia natalizumab, il primo anticorpo monoclonale per il trattamento della sclerosi multipla. Molti pazienti che non rispondono alle cure fino ad ora disponibili potranno avere nuove speranze per combattere l’evoluzione di questa grave patologia.
Roma 08 novembre 2006 – Si è concluso a Bari la XXXVII° edizione del Congresso SIN, il tradizionale ed importante appuntamento di aggiornamento scientifico tra i neurologi italiani.
La ricerca italiana sulla sclerosi multipla compie 20 anni e i festeggiamenti sono coronati da una serie di novità terapeutiche, di cui si è parlato all'ECTRIMS 2006 che si è svolto a Madrid. Ne parla Giancarlo Comi, Direttore della Divisione di Neurologia del San Raffaele di Milano: "Un importante studio danese ha evidenziato come ci sia un forte aumento della malattia nelle donne, dato in linea con tutte le crescite delle malattie autoimmuni.