Nel topo la sclerosi multipla (SM) può essere innescata da batteri non patogeni: a dimostrare sperimentalmente quella che è nota come ipotesi autoimmune della SM è stato un gruppo di ricerca dell'Università cattolica di Roma, che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato sul Journal of Immunology a prima firma Chiara Nicolò.
Il Recettore Ah sembra essere in grado di regolare l'equilibrio tra cellule infiammatorie ed anti-infiammatorie in topi con malattia simile alla SM.
Un nuovo studio rivela che una molecola denominata " Recettore Ah ", recettore che viene attivato da idrocarburi policiclici aromatici  - che agisce favorendo la risposta del sistema immunitario alle tossine - sembra essere in grado di regolare l'equilibrio tra cellule infiammatorie ed anti-infiammatorie in topi affetti da patologia analoga alla Sclerosi Multipla (SM).
Ricercatori dimostrano il ruolo di alcune molecole di adesione cellulare dei linfociti nella patogenesi della sclerosi multipla.
E’stata valutata l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità della terapia di combinazione con Interferone beta-1a ( Avonex ) per via intramuscolare e Doxiciclina ( Bassado ) per os, un potente inibitore delle metalloproteine della matrice nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, che avevano un’attività di malattia breakthrough.
Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento dell’incidenza dei casi di sclerosi multipla (SM), al quale concorrerebbero anche fattori ambientali. Secondo una teoria – analoga a quella che imputa l’incremento dei casi di allergia a un eccesso di igiene, tale da ridurre drasticamente il numero di batteri presenti nell’ambiente di vita – l’aumento delle patologie autoimmuni potrebbe essere correlato al declino delle malattie parassitarie.
Un' indagine iniziata negli anni '70 in Sardegna sulla sclerosi multipla ha dimostrato che i casi di persone affetti dalla malattia sono sempre piĂą numerosi, soprattutto donne, e la colpa sembra ricadere su fattori ambientali probabilmente di natura tossica e virale.
La ricerca scientifica sulla sclerosi multipla in Italia compie venti anni: due decenni in cui si sono registrati importanti passi avanti sul fronte della cura di questa patologia .
Uno studio condotto in California e pubblicato sulla rivista Annals of Neurology suggerisce che il rischio di sclerosi multipla è più alto per coloro che vivono alle latitudini più settentrionali.
L'infezione da virus E-B potrebbe essere un importante fattore di rischio della sclerosi multipla
L’alterazione della barriera emato-encefalica e della migrazione transendoteliale delle cellule immunitarie rappresentano i primi cambiamenti che concorrono alla formazione della lesione sia nella sclerosi multipla che nella forma clinica precoce, la sindrome clinicamente isolata.