Gb. Al via sperimentazione sull'uomo terapia contro sclerosi multipla Per la prima volta al mondo sara' testata su pazienti affetti da sclerosi multipla una terapia con cellule staminali di midollo osseo. La sperimentazione, avviata nell'ospedale Frenchay Hospital, vicino Bristol, potrebbe aiutare milioni di persone a far retrocedere i danni di questa inguaribile malattia neurodegenerativa. I pazienti, sei in tutti di eta' compresa tra i 30 e i 50 anni, riceveranno iniezioni delle loro stesse cellule staminali prelevate dal midollo osseo.
Milano, 28 marzo 2008 - Sono 54 mila ogni anno gli italiani colpiti da sclerosi multipla, 10 mila solo in Lombardia. La parola d'ordine degli specialisti è non sottovalutare i primi sintomi, anche se all'inizio non sembrano 'pesanti'. "Le nuove evidenze dimostrano che un trattamento precoce con interferone beta-1b rallenta del 40% la progressione della malattia e della disabilità .
Il cervello di un bambino ha molto lavoro da fare, durante la crescita aumentano progressivamente sia i neuroni sia le connessioni. In seguito, il cervello di un bambino in crescita inizia a ridurre queste connessioni fino a svilupparsi nel più efficiente cervello di un adulto.
Ora alcuni ricercatori dell'Università di Stanford hanno scoperto lo scultore che sta dietro questo processo di ottimizzazione: il sistema immunitario.
Ricercatori dimostrano il ruolo di alcune molecole di adesione cellulare dei linfociti nella patogenesi della sclerosi multipla.
La comparsa della SM in età pediatrica comporta sfide sia di ordine diagnostico che terapeutico, specialmente se i primi sintomi della demielinizzazione assomigliano a quelli dell’Encefalomielite acuta disseminata (ADEM). Nonostante la Risonanza Magnetica sia uno strumento dal valore diagnostico inestimabile ha una carenza specifica proprio nella distinzione tra ADEM e primi attacchi della SM.
Le tecniche di Risonanza avanzate possono avere le specificità richieste per rivelare dove la perdità di integrità dei tessuti accade come caratteristica specifica della SM.
Novità importanti per la ricerca sulla sclerosi multipla, una patologia che colpisce in Italia 80 abitanti su 100 mila: la prima causa scatenante della malattia oitrebbe essere un virus molto diffuso, quello di Epstein Barr, che provoca la mononucleosi. È la conclusione a cui è giunta una ricerca condotta dal Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell'Istituto Superiore di Sanità , pubblicata oggi sulla rivista scientifica americana The Journal of Experimental Medicine.
Sono anni che la ricerca documenta che l'attività fisica, soprattutto di tipo aerobico (camminate, corse, vari tipi di sport), ha un'azione protettiva del tessuto nervoso in genere. Incrementa le abilità cognitive, attenua i deficit motori, migliora i deficit neurologici che si manifestano in malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, il Parkinson e la Sclerosi Multipla, svolge una azione antinvecchiamento cerebrale. L'insieme di questi effetti positivi è legato al ruolo di stimolazione dell'attività delle staminali cerebrali svolto dall'esercizio fisico.
Uno studio italiano ha dimostrato sui topi la possibilita' di bloccare la progressione della sclerosi multipla (SM) con cellule staminali adulte del midollo osseo e i ricercatori pensano che entro il 2007 partira' la sperimentazione sull'uomo.
La ricerca, e' stata condotta da Antonio Uccelli, responsabile dell'Unita' di neuroimmunologia del Dipartimento di Neuroscienze dell'Azienda Ospedale S. Martino e Universita' di Genova, in collaborazione con Gianluigi Mancardi, dello stesso Dipartimento e sara' pubblicata sulla rivista Annals of Neurology.
Per la prima volta una malattia autoimmune è stata curata con le cellule staminali mesenchimali, staminali adulte ottenute dallo stroma del midollo osseo. È successo a Genova, dove Antonio Uccelli, responsabile dell’Unità di neuroimmunologia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Ospedale S.
Washinton, Febbraio 2007- Sclerosi multipla combattuta con un ormone prodotto dalle donne incinta. E' questa la promessa di uno studio dell'Universita' di Calgary pubblicata sul Journal of Neuroscience. La prolattina, un ormone secreto dalle donne durante la gravidanza, potrebbe contribuire a ridurre i danni causati al cervello e al midollo spinale dalla sclerosi multipla, malattia che riguarda due milioni di persone in tutto il mondo.