sm benigna

Aids e sclerosi, passi avanti nella ricerca a Siena

Raggiunti importanti risultati per la ricerca scientifica d’Ateneo, nella lotta a due gravi malattie, l’Aids e la sclerosi multipla. La Commissione Europea ha stanziato 15 milioni e mezzo di euro per il progetto European hiv enterprise, finalizzato alla prevenzione dell’Hiv.

Data: 19 Aprile 2007

Esiste sclerosi multipla benigna

Sono stati pubblicati su Brain, una delle piu' prestigiose riviste internazionali in ambito neurologico, i risultati ottenuti da un gruppo di ricerca costituito in Toscana che ha focalizzato l'attenzione su forme di sclerosi multipla (SM) ad evoluzione piu' favorevole, attualmente definite come "SM benigne". Nella SM benigna, che rappresenta il 20-25% dei casi di SM, il decorso della malattia e' piu' lieve, per lungo tempo caratterizzato da una sostanziale assenza di disabilita' neurologica.

Data: 21 Febbraio 2007

Il decorso clinico della sclerosi multipla

In base al decorso clinico della malattia si possono distinguere diverse tipologie di sclerosi multipla.
Non è possibile, però, al primo manifestarsi dei suoi sintomi o alla prima “recidiva”, classificare la malattia in una forma piuttosto che in un’altra.
E' molto difficile, dopo una prima manifestazione clinica, capire come essa evolverà nel tempo. Il decorso clinico della sclerosi multipla varia da paziente a paziente e può altresì mutare nel corso della vita di uno stesso paziente.



Ultime news

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente.

Recentemente due gravi infezioni furono riportate in due persone coinvolte in studi clinici per la sperimentazione del farmaco FTY720 (Novartis Pharmaceutical Corp.) assunto per via orale nel trattamento della sclerosi multipla.

Il farmaco Prozac (fluoxetina), appartenente alla categoria degli antidepressivi potrebbe essere d’aiuto nel rallentamento dell’attività di malattia in particolare in relazione alla sclerosi multipla in forma recidivante-remittente; è quello che rivela lo studio preliminare pubblicato in testa al Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

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