Durante le precedenti due decadi, i risultati di numerosi studi hanno indicato un possibile ruolo per il virus di Epstein-Barr nella genesi della sclerosi multipla.
Una meta-analisi aveva riscontrato nei soggetti infettati con il virus di Epstein-Barr un rischio superiore di 10 volte di sviluppare sclerosi multipla rispetto ai soggetti sieronegativi per EBV ( Inoltre, aumentati titoli anticorpali anti-EBV sono stati riportati fino a 10 anni prima dei sintomi iniziali della sclerosi multipla ( JAMA 2001; JAMA 2005 ).
La diagnosi e il monitoraggio della sclerosi multipla saranno più facili grazie ad una molecola sintetizzata da un gruppo di esperti italiani che segnala la malattia. A render nota la scoperta, un articolo che è stato pubblicato sulla rivista scientifica dell’Accademia delle scienze statunitense PNAS da Francesco Lolli, Paolo Rovero, Mario Chelli e Anna Maria Papini, riuniti nell'attività interdipartimentale del Laboratorio di Chimica, Biologia e Fisiopatologia di Peptidi e Proteine dell'ateneo fiorentino.
Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. E’ difficile determinare gli effetti terapeutici di trattamenti sperimentali essendo una malattia caratterizzata per la maggior parte dei casi da remissioni spontanee. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività , ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.