ciclofosfamide

Efficacia della Ciclofosfamide ad alto dosaggio nella sclerosi multipla refrattaria grave

20 Novembre 2006 - Uno studio, compiuto da Ricercatori della State University of New York a Stony Brook, negli Stati Uniti, ha valutato l’effetto della Ciclofosfamide ad alto dosaggio nella sclerosi multipla, forma grave, recidivante.

La valutazione ha riguardato pazienti con sclerosi multipla con un punteggio alla scala EDSS di 3.5, o più alto, dopo 2 o più regimi terapeutici modificanti la malattia.

I pazienti sono stati trattati con 200mg/kg di Ciclofosfamide per 4 giorni.

Data: 21 Novembre 2006

Sclerosi multipla, conferme sull'interferone

Efficace secondo uno studio a lungo termine (8 anni). Novità in ricerca: oltre 40 sperimentazioni

di Mariapaola Salmi

Le sfide sono le stesse di sempre, prevenire la progressione della malattia e l'instaurarsi di una disabilità che negli anni diventa irreversibile. Cambiano invece le prospettive terapeutiche.

Data: 28 Gennaio 2006

Sclerosi multipla: dalla diagnosi alla terapia

Per la sclerosi multipla è estremamente importante sottolineare che la finalità della ricerca scientifica è migliorare la qualità di vita dei pazienti, infatti questa malattia, pur avendo un’incidenza relativamente bassa in Italia, colpisce 50.000 persone, la genesi non è ancora del tutto chiara: l’ipotesi più avvalorata è che colpisca soggetti geneticamente predisposti.

Data: 21 Gennaio 2006

Ciclofosfamide

Tra i farmaci immunosoppressori impiegati nella sclerosi multipla (SM), la ciclofosfamide riveste un ruolo importante; si tratta di un agente alchilante antineoplastico e citostatico appartenente al gruppo delle mostarde azotate. La ciclofosfamide non è attiva nella forma in cui viene somministrata, ma deve essere convertita a composto citotossico attivo da particolari enzimi (microsomiali) a livello del fegato.

Terapie immunosoppressive aspecifiche

Per farmaci immunosoppressivi si intende agenti che sopprimono le risposte immunitarie. Essi vengono ad oggi impiegati in diverse condizioni cliniche tra cui anche le malattie autoimmunitarie. Farmaci immunodepressivi sono stati impiegati per oltre 30 anni nel trattamento della sclerosi multipla, pur essendo ancor oggi oggetto di discussione una patogenesi autoimmunitaria della stessa. Circa il 10% dei pazienti con SM sono attualmente in terapia con immunosoppressivi.

I trattamenti oggi impiegati nella sclerosi multipla

Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. E’ difficile determinare gli effetti terapeutici di trattamenti sperimentali essendo una malattia caratterizzata per la maggior parte dei casi da remissioni spontanee. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività, ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.



Ultime news

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente.

Recentemente due gravi infezioni furono riportate in due persone coinvolte in studi clinici per la sperimentazione del farmaco FTY720 (Novartis Pharmaceutical Corp.) assunto per via orale nel trattamento della sclerosi multipla.

Il farmaco Prozac (fluoxetina), appartenente alla categoria degli antidepressivi potrebbe essere d’aiuto nel rallentamento dell’attività di malattia in particolare in relazione alla sclerosi multipla in forma recidivante-remittente; è quello che rivela lo studio preliminare pubblicato in testa al Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

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