azatioprina

Sclerosi, le dosi di interferone inutili per un malato su dieci

Grazie a un prelievo di sangue e a un test messo a punto nei laboratori del Centro di Riferimento Regionale per la Sclerosi Multipla (Cresm) al San Luigi di Orbassano, al 10 per cento dei pazienti affetti da questa malattia autoimmune che aggredisce il sistema nervoso centrale non sarĂ  piĂą somministrato interferone beta, la sostanza in grado di rallentare il decorso di un male cronico ancora incurabile.

Data: 05 Settemrbe 2006

Sclerosi multipla, vecchio farmaco aiuta terapia

FIRENZE, 13 DICEMBRE 2005 - Un farmaco immunosoppressore, noto da tempo e impiegato nei trapianti, è attivo nel prevenire le lesioni cerebrali nella sclerosi multipla.

Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze e dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Careggi guidato dal prof. Luca Massacesi: i loro studi sono illustrati in un articolo pubblicato nel numero di dicembre della prestigiosa rivista, «Archives of Neurology», disponibile da oggi.

Data: 19 Dicembre 2005

Efficacia dell’Azatioprina nel trattamento delle nuove lesioni cerebrali nei pazienti con sclerosi multipla

L’Azatioprina è un farmaco immunosoppressore che riduce la percentuale di recidive nei pazienti con sclerosi multipla, ma la sua efficacia nel sopprimere le nuove lesioni cerebrali non è mai stata studiata .

Ricercatori dell’Università di Firenze hanno valutato l’efficacia della terapia con Azatioprina nella soppressione delle nuove lesioni cerebrali nella sclerosi multipla.

Data: 17 Dicembre 2005

Azatioprina

L’Azatioprina è il farmaco immunosoppressore più largamente usato nella sclerosi multipla, a ragione della sua relativamente bassa tossicità. L’azatioprina è un derivato della mercaptopurina e funziona come un analogo strutturale o “antimetabolita”. Gli antimetaboliti possono operare con molti differenti meccanismi che vanno ad inibire la proliferazione cellulare.

Terapie immunosoppressive aspecifiche

Per farmaci immunosoppressivi si intende agenti che sopprimono le risposte immunitarie. Essi vengono ad oggi impiegati in diverse condizioni cliniche tra cui anche le malattie autoimmunitarie. Farmaci immunodepressivi sono stati impiegati per oltre 30 anni nel trattamento della sclerosi multipla, pur essendo ancor oggi oggetto di discussione una patogenesi autoimmunitaria della stessa. Circa il 10% dei pazienti con SM sono attualmente in terapia con immunosoppressivi.

I trattamenti oggi impiegati nella sclerosi multipla

Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. E’ difficile determinare gli effetti terapeutici di trattamenti sperimentali essendo una malattia caratterizzata per la maggior parte dei casi da remissioni spontanee. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività, ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.



Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilitĂ , misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259