
Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.

Resta ancora un esperimento ma la scoperta del prof. Paolo Zamboni, ricercatore dell'Università di Ferrara, è un'importante novità nella ricerca sulle cause della Sclerosi Multipla. La CCSVI, una patologia dell’apparato venoso, si presenta con percentuali importanti nei pazienti con SM.
«Questi malati - sostiene il prof. Zamboni - hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione è che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito perché non si trovano all'interno del cranio, ma all'esterno, nel collo e nel torace, molto più vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema è peculiare della sclerosi multipla».

Una nuova ricerca mostra che nelle donne, il rischio di sviluppare la Sclerosi Multipla nell'arco della propria vita potrebbe essere doppio, in caso di obesità all'età di 18 anni.
"Questo è il primo studio che collega la Sclerosi Multipla all'obesità " afferma la dott.ssa Kassandra L. Munger.

Sono il 25% in piu' i malati di sclerosi multipla che seguono una corretta terapia quando vengono costantemente seguiti da infermieri professionisti. E' quanto emerge dall'analisi dei risultati del progetto Betaplus, uno studio durato otto anni che ha coinvolto 5.500 malati di sclerosi multipla in Italia.

Prima di infiltrarsi oltre la barriera ematoencefalica, i linfociti mostrano un anomalo comportamento di cammino attivo e controcorrente lungo le pareti dei vasi, come se fossero alla ricerca di un varco.

Ricercatori dell'University of Rochester Medical Center a New York hanno coordinato uno studio di fase III a cui hanno partecipato 301 pazienti di età compresa tra i 18 e i 70 anni.

E' stato presentato al Convegno annuale della Societa' Europea di Neurologia (ENS) apertosi oggi a Milano il primo farmaco orale per la Sclerosi Multipla, la Cladribina, una sostanza che agisce in modo selettivo sui linfociti del sistema immunitario.

Un gruppo di geni femminili la cui espressione e' alterata dalla sclerosi multipla, ma che durante la gravidanza tornano normali: sarebbero i responsabili del miglioramento, finora quasi inspiegabile, delle donne malate di sclerosi che rimangono incinte, e potrebbero essere la chiave per lo studio di nuove terapie farmaco-genomiche.

Mettere a punto nuovi farmaci per la cura delle malattie autoimmuni, e in particolare della sclerosi multipla: è l'obiettivo di Sybilla. Oggetto del primo studio immunologico basato sulla "biologia dei sistemi" sono i linfociti-T, cellule-chiave del sistema immunitario.

I pazienti con sclerosi multipla possono beneficiare di un autotrapianto di cellule staminali dal midollo osseo: la loro malattia sembra progredire più lentamente o addirittura i sintomi in parte sembrano regredire in seguito al trapianto.

Merck KGaA si appresta a commercializzare un farmaco orale contro la sclerosi multipla; negli studi condotti sinora i pazienti sottoposti a trattamento hanno avuto il 58% di probabilità in meno di recidive.

Nuovi studi confermano che l'individuazione precoce dei sintomi e' essenziale giacche' prima s'inizia con i trattamenti disponibili e meglio e' per evitare la perdita di tessuto nervoso.

Il farmaco Fingolimod (FTY720) preso per via orale sembra ridurre più efficacemente la frequenza di ricadute rispetto all’Avonex (Interferon-beta 1a, somministrato per via intramuscolare). Questi i primi risultati di uno studio annuale in pazienti con SM Recidivante-Remittente.

Uno studio si è proposto di verificare quale impatto abbia lo stress sulla Sclerosi Multipla. E’ stata presa in esame una condizione che pone la persona in uno stato di forte stress, quale l’esposizione alla guerra; in dettaglio si è valutato l’impatto dello stress provocato da questa esperienza sulle ricadute nella SM.

Sperimentazione clinica sui pazienti con un anticorpo monoclonale contro la sclerosi multipla. Il San Raffaele di Milano è uno dei centri clinici europei coinvolti nell'arruolamento dei pazienti con sclerosi multipla per la sperimentazione clinica su un alto numero di malati (fase III) dell'alemtuzumab.

Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.

Resta ancora un esperimento ma la scoperta del prof. Paolo Zamboni, ricercatore dell'Università di Ferrara, è un'importante novità nella ricerca sulle cause della Sclerosi Multipla. La CCSVI, una patologia dell’apparato venoso, si presenta con percentuali importanti nei pazienti con SM.
«Questi malati - sostiene il prof. Zamboni - hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione è che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito perché non si trovano all'interno del cranio, ma all'esterno, nel collo e nel torace, molto più vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema è peculiare della sclerosi multipla».

Una nuova ricerca mostra che nelle donne, il rischio di sviluppare la Sclerosi Multipla nell'arco della propria vita potrebbe essere doppio, in caso di obesità all'età di 18 anni.
"Questo è il primo studio che collega la Sclerosi Multipla all'obesità " afferma la dott.ssa Kassandra L. Munger.

