Usa. Occorrono maggiori studi prima della clonazione terapeutica

Esperti raccomandano la necessita' di una maggiore ricerca di base prima di prendere in considerazione l'uso della clonazione terapeutica, secondo quanto riportato da uno studio dell'Istituto di Ricerca Medica Burnham e dell'impresa Illumina Inc. pubblicato sulla rivista "Genome Research".
I ricercatori hanno scoperto che il Dna delle cellule staminali embrionali umane possiede un codice caratteristico per cui si vedono modificate chimicamente in maniera prevedibile. Questo codice differenzia le cellule staminali embrionali umane delle cellule adulte normali e delle linee cellulari, comprese quelle cancerogene.
I ricercatori hanno analizzato 14 linee di cellule embrionali umane provenienti da diversi laboratori e conservate in diverse coltivazioni. "I nostri risultati suggeriscono che la clonazione terapeutica a partire da cellule embrionali sara' un enorme sfida", precisa il dottor Jeanne Loring dell'Istituto di Ricerca Medica Burnham. A partire dal nucleo di una cellula adulta si dovra' riprogrammare il Dna perche' si comporti come quello di una cellula embrionale umana. "Questo rafforza la necessita' di una ricerca di base tesa alla comprensione della biologia delle cellule staminali embrionali prima che si possa considerare un uso terapeutico".

Data: 18 Agosto 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259