Usa. Cannabinoidi contro il dolore per i malati di cancro

Cannabinoidi naturali ed endogeni potrebbero essere piu' efficaci delle medicine oggi in commercio per combattere il dolore nei malati di cancro. Questo e' quanto rivela un articolo pubblicato sul numero di agosto della rivista scientifica Journal of Pain & Palliative Care Pharmacotherapy.
"I cannabinoidi sono stati riconosciuti efficaci in condizioni dolorose nocicettive, neuropatiche, ed infiammatorie, tutte comunemente riscontrate in pazienti di cancro", hanno scritto gli autori dello studio. "Non ci sono al giorno d'oggi agenti farmacologici efficaci contro tutti e tre i tipi di dolore, un fatto che potenzialmente rende i cannabiniodi unici per le loro proprieta' terapeutiche":
Circa 25-40% dei pazienti di cancro soffrono di dolori neuropatici per i quali non esistono analgesici in commercio efficaci in maniera consistente.
Health Canada ha recentemente autorizzato il commercio del Sativex, uno spray orale di estratti di cannabis, per il trattamento del dolore neuropatico associato alla sclerosi multipla.

Data: 05 Settemrbe 2006


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Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259