“Il Giornale” riprende la notizia della più grande ricerca pan-Europea sulla percezione della Sclerosi Multipla nell’opinione pubblica.
Una ricerca pan-Europea, presentata in occasione del 21° Congresso dell’European Comittee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (Ectrims) ha rivelato uno scenario abbastanza desolante in termini di conoscenza della Sclerosi Multipla da parte della pubblica opinione.
In particolare i dati non danno un’immagine particolarmente positiva dell’Italia.
Nel nostro paese ci sarebbero ancora molti pregiudizi relativamente alle persone con SM: più o meno il 59% degli italiani non assumerebbe un individuo affetto da questa patologia (contro il 9% degli spagnoli e una media totale del 22%), il 49% è convinto che ai malati di SM sia proibito guidare (contro una media totale del 37%) e sempre il 49% non vorrebbe praticare uno sport nella stessa squadra di un paziente (contro una media totale del 21%). Insomma, molti nostri connazionali sembrano ignorare che, se trattata precocemente, la Sclerosi Multipla nella maggior parte dei casi non preclude una vita piena ed attiva.
A suffragare quanto detto sopra sull’importanza di una terapia precoce, l’articolo de “Il Giornale” cita l’importante studio Prisms.
Tale studio ha sottoposto ad indagine persone che per 2 anni hanno ricevuto un placebo e poi sono passate ad un trattamento attivo con Interferone beta-1a ad alte dosi e frequenza, evidenziando una riduzione relativa del 54% nel tasso delle ricadute.