Un nuovo “target” terapeutico nel trattamento della sclerosi multipla

Ricercatori dimostrano il ruolo di alcune molecole di adesione cellulare dei linfociti nella patogenesi della sclerosi multipla.

Montreal, Gennaio 22, 2007 – Un gruppo di ricercatori internazionale, diretto da uno scienziato del Centro ospedaliero dell’Università di Montreal (CHUM), ha identificato nuovi targets (bersagli) terapeutici per il trattamento della sclerosi multipla (SM). Nella rivista “Nature Immunology” di Febbraio, il gruppo di ricercatori rilascia  risposte entusiasmanti riguardo al ruolo di nuove molecole di adesione cellulare nella patogenesi della sclerosi multipla, una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso, di cui sono affetti circa 55.000 giovani adulti in Canada.

Lo studio condotto dal Dr. Alexandre Prat, neurologo al CHUM, ricercatore e professore all’Università di Montreal, Facoltà di Medicina, comprendeva collaboratori dall’Università di McGill (Dr. S. David), dall’Università di Montreal (Dr. N. Arbour), dal Concilio Nazionale di Ricerca del Canada (Dr. D. Stanimirovic) e dall’Università di Zurigo  (Dr. B. Becher). Il gruppo di ricerca ha rivelato che la molecola di adesione cellulare denominata ALCAM (Molecola di Adesione Cellulare dei Leucociti Attivati), o detta CD166, gioca un ruolo di primaria importanza nella migrazione di alcuni tipi di leucociti attraverso la barriera emato-encefalica.

I ricercatori sono convinti che tale molecola di adesione cellulare, espressa sulla superficie delle cellule endoteliali cerebrali, rappresenti un nuovo bersaglio per le cellule immuni che migrano all’interno del cervello, in tal modo viene ridotta l’infiammazione a carico dei neuroni e diminuiscono le lesioni demielinizzanti tipiche della sclerosi multipla. Comprendere il meccanismo molecolare che sta alla base dell’infiammazione cerebrale, è essenziale per lo sviluppo di nuovi trattamenti per la sclerosi multipla.

Il Dr. Prat ed il suo gruppo di ricerca, ha dimostrato chiaramente che la molecola CD166/ALCAM è coinvolta nel processo infiammatorio dai primi stadi della migrazione linfocitaria attraverso la barriera emato-encefalica (BBB). Lo studio si basa sui risultati ottenuti da un modello di barriera emato-encefalica umana in vitro e da un modello di encefalomielite sperimentale autoimmune in topo. In condizioni normali, solo un numero limitato di cellule immuni sono in grado di attraversare la BBB e di penetrare all’interno del sistema nervoso centrale. In pazienti con sclerosi multipla o altre malattie neuroinfiammatorie, vi è un incremento della permeabilità della barriera emato-encefalica, associata ad un aumento della migrazione di alcune cellule immunitarie, che penetrano all’ interno del sistema nervoso centrale causando lesioni demielinizzanti tipiche della sclerosi multipla. Uno studio precedente a questo, pubblicato dal team del Dr. Prat nel “Nature Medicine” di Ottobre, prevedeva che un certo tipo di leucocita, il linfocita TH17, producesse due citochine determinanti, l’interleuchina 17 e l’interleuchina 22 (IL-17 e IL-22), che contribuivano all’infiltrazione cellulare attraverso la barriera emato-encefalica determinando l’infiammazione del sistema nervoso centrale.

“Il blocco della migrazione di cellule immuni attraverso la BBB,  è stato a lungo considerato un approccio terapeutico promettente per le malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale”, afferma il Dr. Prat. “Questo studio ci ha permesso di raggiungere nuove intuizioni sui fattori coinvolti nella patogenesi delle reazioni immuni che colpiscono il sistema nervoso centrale e ci ha consentito di individuare nuovi bersagli potenziali per sopprimere i processi neuroinfiammatori”.

Un target terapeutico interessante.

Esistono agenti farmacologici in grado di ridurre la transmigrazione delle cellule immunitarie mediante il blocco di molecole di adesione cellulare dei leucociti; ciò diminuisce in maniera significativa l’estensione dell’infiammazione a livello del sistema nervoso centrale. Tali agenti farmacologici, d’altro canto, ostacolano la capacità del sistema immunitario di proteggere il sistema nervoso centrale da infezioni virali croniche, quali la leucoencefalopatia multifocale progressiva, una malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale indotta dal virus JC.  Il blocco effettuato dalla molecola di adesione ALCAM/CD166, non influisce sulla migrazione dei linfociti T CD8 +, la cui funzione principale è quella di distruggere le cellule infettate dai virus o le cellule neoplastiche; in altre parole i risultati ottenuti dallo studio in esame suggeriscono che il sistema immunitario che va a proteggere il sistema nervoso centrale dall’attacco dei virus, non è compromesso dal blocco della molecola ALCAM in vivo. L’ALCAM/CD166 potrebbe essere considerata un target terapeutico di grande importanza per la ricerca sulla sclerosi multipla.

Tale studio fu condotto dalla Società Sclerosi Multipla del Canada e dall’Istituto Canadese di Ricerca sulla Salute (CIHR).

La Barriera Emato – Encefalica (BBB).

 La barriera emato-encefalica è un’unità morfo-funzionale in grado di isolare il liquido cerebrospinale ed il tessuto nervoso dal sangue, regolando attivamente ed in modo selettivo gli scambi di sostanze e di cellule tra sangue e cervello. E’ costituita anatomicamente da cellule endoteliali strettamente congiunte all’interno dei capillari cerebrali, ed ha il compito di mantenere la delicata composizione degli spazi interstiziali cerebrali, attraverso la sua permeabilità selettiva e restrittiva. Essa è quasi completamente impermeabile a varie molecole, a cellule immunitarie e a sostanze circolanti nel sangue. La BBB in tal modo isola e protegge il cervello dal resto dell’organismo.

La sclerosi multipla.

Nel corso della malattia “sclerosi multipla”, cellule immunitarie penetrano attraverso la BBB e attaccano la mielina, una guaina isolante che riveste le fibre nervose all’interno del sistema nervoso centrale. Da un punto di vista clinico, la SM è caratterizzata da una disseminazione sia spaziale che temporale dei segni e dei sintomi che interessano diversi sistemi funzionali (motorio, sensitivo, cerebellare e i nervi cranici) in diversi periodi di tempo. Ciascun episodio contrassegnato dalla comparsa di segni e sintomi neurologici prende il nome di “recidiva”, “ricaduta”o “esacerbazione” e rappresenta un momento in cui la malattia è in fase di attività clinica. La sclerosi multipla è una malattia multifattoriale nella cui genesi trovano importanza fattori come una predisposizione genetica, un fattore ambientale che agisce precocemente nella vita dell’individuo, alcune peculiarità del soggetto come l’età, una disregolazione dei meccanismi immunitari con danno al sistema nervoso centrale. L’esatta causa della malattia rimane tuttoggi ancora sconosciuta. Essa colpisce prevalentemente le donne con un rapporto di 3:2.

Dr. Silvia Tacchini

Data: 09 Febbraio 2008
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