Trattamento con Interferone beta: Daclizumab riduce le lesioni cerebrali

Uno studio di fase II, denominato CHOICE, sta valutando la sicurezza e l’efficacia di Daclizumab ( Zenapax ).

Sono stati arruolati 230 pazienti ( di età compresa tra 18 e 55 anni ) con una diagnosi di sclerosi multipla, in trattamento da almeno 6 mesi con Interferone beta.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con

A ] Daclizumab 1 mg/kg per via sottocutanea ogni 4 settimane ( basso dosaggio; n=78 );

B ] Daclizumab 2 mg/kg per via sottocutanea ogni 2 settimane ( alto dosaggio; n=75 );

C ] placebo ( n=77 )

Tutti i pazienti erano in trattamento con Interferone beta.

La durata del trattamento è stata di 24 settimane; i pazienti sono stati tenuti sotto osservazione per 48 settimane.

L’endpoint primario di efficacia era rappresentato dal numero totale di lesioni captanti il Gadolinio, nuove o allargate, alla risonanza magnetica per immagini ( MRI ) cerebrale, dall’8.a settimana alla 24.a.

Gli endpoint secondari erano la percentuale di recidive dalla settimana 8 alla 24, e la sicurezza.

L’analisi è stata intention-to-treat.

Tra i pazienti trattati con Daclizumab ad alto dosaggio, è stata osservata una riduzione del 72% nel numero medio delle lesioni captanti il Gadolinio, nuove o allargate, rispetto al placebo ( P=0,004 ).

I pazienti trattati con Daclizumab a basso dosaggio hanno presentato una riduzione del 25%, non statisticamente significativa ( P=0,501 ).

Il trattamento con Daclizumab, sia ad alto che a basso dosaggio, ha prodotto riduzioni nelle percentuali annualizzate di recidiva rispetto al placebo, ma senza raggiungere significatività statistica ( 33% versus 35% ).

Gli eventi avversi si sono presentati con maggiore incidenza tra i pazienti trattati con Daclizumab ( 6,7%, 6,4% versus 2,6% con placebo ); la maggior parte di questi effetti indesiderati erano infezioni di grado ¾ ( 6,7%, 2,6% versus 0% con placebo ).

Data: 20 Novembre 2007


Ultime news

A Milano il primo centro aperto durante il weekend. Per aiutare chi ha difficoltà ad assentarsi dal lavoro

Un nuovo studio rivela che una molecola denominata “ Recettore Ah “, recettore che viene attivato da idrocarburi policiclici aromatici, sembra essere in grado di regolare l’equilibrio tra cellule infiammatorie ed anti-infiammatorie in topi affetti da patologia analoga alla Sclerosi Multipla (SM).

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente.

Navigazione