Terapia più giusta con infermieri

Sono il 25% in piu' i malati di sclerosi multipla che seguono una corretta terapia quando vengono costantemente seguiti da infermieri professionisti. E' quanto emerge dall'analisi dei risultati del progetto Betaplus, uno studio durato otto anni che ha coinvolto 5.500 malati di sclerosi multipla in Italia.

Il progetto, un programma infermieristico personalizzato di supporto domiciliare gratuito per il malato, e' coordinato dalla casa farmaceutica Bayer. I risultati dello studio sono stati presentati oggi a Roma. Nell'ambito del progetto, un centralino telefonico risponde alle richieste dei malati e un infermiere dedicato si reca direttamente a casa del paziente e interagisce con lui e con la famiglia, oltre ad interfacciarsi con il centro specializzato a cui fa riferimento.

In totale sono 24 gli infermieri professionisti coinvolti nel progetto in Italia, che rispondono a circa 6.200 richieste l'anno, raccolte da 14.500 telefonate. Una figura a domicilio serve sia per dare istruzioni sull'autosomministrazione dell'interferone, il farmaco usato in terapia, sia per un supporto psicologico al malato.

Secondo Carlo Pozzilli, ordinario di Neurologia all'Universita' Sapienza di Roma, ''la qualita' della vita dei malati che seguono la terapia aumenta progressivamente nel tempo ed e' notevolmente piu' elevata rispetto a chi la interrompe''. ''Ma e' difficile - ha spiegato - far capire questa cosa''. La percentuale dei pazienti che abbandona la terapia, infatti, e' del 45%. Il 17% dei malati la interrompe dopo otto anni, ma la meta' di questi la interrompe addirittura dopo due anni, considerata una tappa critica per chi si sottopone alle somministrazioni di interferone.

Data: 15 Novembre 2009
Fonte: ANSA


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259