Terapia immunomodulatrice e gravidanza

3 Settembre 2007 - Medici dell’Hospital Clínico San Carlos, di Madrid in Spagna, hanno studiato il management ( gestione ) della gravidanza nelle pazienti affette da sclerosi multipla, sottoposte a terapia immunomodulatrice ( IMT ) nella pratica clinica di routine.
Inoltre è stato analizzalo l’esito della gravidanza ed il decorso clinico della sclerosi multipla nel periodo della gravidanza.

Lo studio retrospettivo e multicentrico è stato eseguito su pazienti che avevano ricevuto la terapia immunomodulatrice prima del concepimento.
Le pazienti sono state seguite per almeno 3 mesi dopo il parto.

Sono state analizzate un totale di 1.286 cartelle cliniche. Sono state identificate 88 gravidanze in 74 ( 6% ) donne, il 66% delle quali erano non esposte (a terapia IMT) ed il 34% esposte.

Nella maggior parte dei casi, la terapia immunomodulatrice era stata sospesa prima del concepimento e ripristinata poco dopo il parto.

L’esposizione accidentale a IMT non ha portato a dei tassi di aborto superiori ( P = 0,76 ) o a malformazioni.

Il tasso di recidiva è risultato diminuito durante la gravidanza ( 0,31 versus 0,61 nell’anno precedente la gravidanza ) ed aumentato dopo il parto ( 0,87 al terzo mese ), ritornando ai valori pre-concepimento al 12° mese.

Il valore mediano del punteggio EDSS non è aumentato durante lo studio.

I dati dello studio hanno mostrato che l’interruzione del trattamento immunomodulatorio prima del concepimento ed il suo ripristino subito dopo il parto è risultata essere la pratica clinica più frequente.
L’esposizione accidentale a IMT non ha influenzato gli esiti della gravidanza e non ha aumentato i tassi di malformazione.
La gravidanza è stata associata ad un ridotto tasso di recidiva. Non sono stati individuati fattori in grado di predire il rischio di recidiva durante o dopo la gravidanza.

Data: 08 Settemrbe 2007


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259