Tanto interesse per il “Brundisium Neuroscience Forum”

Notevole interesse ha suscitato nel mondo scientifico e medico il convegno organizzato a Mesagne, dall’Unità operativa di Neurologia dell’ospedale “A. Perrino” di Brindisi diretta dal prof. Bruno Passarella. Il “Brundisium Neuroscience Forum” ha registrato una larga partecipazione di specialisti del settore e di medici di medicina generale. I lavori sono stati aperti dal prof. S.G. Waxman, Direttore del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Yale (New Haven, Connecticut), fra le più prestigiose degli Stati Uniti. Waxman ha illustrato il ruolo dei canali del sodio (organuli essenziali per l’attività bioelettrica delle cellule nervose), il cui malfunzionamento può avere importante significato in condizioni morbose clinicamente diverse, come l’epilessia, il dolore neuropatico e la sclerosi multipla, talvolta legato a mutazioni genetiche (come quella che lo stesso studioso ha scoperto, nel cromosoma 2, in una rara condizione dolorosa familiare come l’eritromelalgia), sottolineando i possibili sviluppi futuri, in termini terapeutici, di tali recenti acquisizioni. Hanno fatto seguito le relazioni sul tema della storia naturale dell’epilessia, a prognosi diversa nelle varie condizioni, ed il problema della farmacoresistenza, per il quale non si osserva un buon controllo delle crisi in un paziente su tre, nonostante un appropriato utilizzo dei farmaci antiepilettici attualmente disponibili. Il dott. G. Lorusso, neurochirurgo dell’ospedale Niguarda di Milano, ha illustrato i sempre più incoraggianti risultati della chirurgia dell’epilessia in pazienti farmacoresistenti, da effettuarsi solo dopo un attento studio, clinico e strumentale, nei casi selezionati che possano beneficiarne. Il prof. V. Santamato, dell’ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara, ha parlato dei problemi del trattamento antiepilettico nell’anziano, particolarmente vulnerabile ai possibili effetti collaterali della terapia. La dottoressa Cecilia Nozzoli ed il prof. Bruno Passarella, Direttore dell’U.O. di Neurologia dell’Ospedale “A. Perrino” di Brindisi, hanno affrontato il problema dell’ epilessia post ictale, la più frequente nell’anziano, in termini epidemiologici e cninico-terapeutici, con particolare riferimento ai possibili effetti negativi della terapia antiepilettica sul trattamento riabilitativo e sul recupero funzionale nei pazienti con sequele. Nella sessione pomeridiana, dedicata alla sclerosi multipla, si è discusso della forme di malattia più aggressive (“maligne”) e di quelle “primariamente progressive”, più difficili da diagnosticare in quanto non presentano il tipico decorso “relapsing-remitting” (ricadute e remissioni). Il prof. M. Filippi, dell’Istituto “San Raffaele” di Milano, uno dei massimi esperti internazionali nell’utilizzo della risonanza magnetica nella sclerosi multipla., ha sottolineato il ruolo sempre più “centrale” di tale metodica, non solo per la diagnosi, ma anche per monitorare i risultati dei vari trattamenti terapeutici e per acquisire maggiori informazioni sui meccanismi patogenetici della malattia stessa. Infine il prof. R. Furlan, anch’egli dell’Istituto ”San Raffaele”, ha illustrato lo stato dell’arte sul possibile utilizzo delle cellule staminali, riportando alcuni incoraggianti risultati sperimentali, in modelli animali, e quelli che sono i principali problemi ancora da risolvere per un futuro auspicato utilizzo delle stesse nei soggetti affetti da sclerosi multipla. Il livello qualitativo degli interventi è risultato molto elevato e ciò dà certamente merito agli organizzatori, all’Ausl Br/1 e al territorio brindisino tutto.

Data: 13 Giugno 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259