''Nessun Governo puo' fermare la ricerca, nemmeno un credo religioso. Perche' la ricerca e' una necessita' dell'uomo''. Risponde cosi' Giuseppe Novelli, professore di genetica medica all'Universita' Tor Vergata di Roma, al Cardinale Alfonso Lopez Trujillo che, in un'intervista a Famiglia Cristiana, ha affermato che siccome ''distruggere embrioni equivale all'aborto'', anche chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali e' colpito da scomunica.
''Credo che la scienza non abbia bisogno di questi aut-aut - continua Novelli, egli stesso ricercatore impegnato sul fronte delle staminali - porre un limite alla ricerca scientifica e' senza senso. L'unico problema e' riuscire ad arrivare ad un certo punto con le scoperte, non bisogna mai porre limiti mentre bisogna sempre andare fino in fondo. Comunque - aggiunge - i danni piu' grandi non sono mai arrivati dai ricercatori, ma da chi, parlandone, ha falsificato i concetti scientifici''. La stessa scoperta di una proteina capace, negli esperimenti di laboratorio, di far tornare 'bambine' le cellule adulte - continua il ricercatore - e che potrebbe aprire la strada per produrre cellule staminali in maniera etica (cioe' senza utilizzare gli embrioni), non sarebbe potuta avvenire senza le conoscenze che la comunita' scientifica ha ottenuto sulle staminali stesse. Insomma, senza gli studi sulle staminali non si sarebbe mai potuti arrivare ad una scoperta salva-embrione come questa. ''La minaccia di una scomunica non e' certo il modo migliore per avviare un dialogo - aggiunge Novelli -. Bisogna rendersi conto che la biologia e la medicina vanno in una direzione diversa rispetto a quella della Chiesa. D'altronde, se pensiamo che abbiamo atteso 500 anni perche' fosse riabilitato Galileo...''. ''La vita accade - conclude Novelli citando una frase di Craig Venter, il 'padre' del sequenziamento del genoma umano -''. Come a dire: la vita non sta certo ad ascoltare i problemi etici.