ROMA - Entro un paio di settimane aprira' i battenti il primo laboratorio della 'Cell Factory' di Terni, che si occupera' di reperire cellule staminali del cervello da feti deceduti spontaneamente, con l'obiettivo ambizioso entro un anno di iniziare sperimentazioni cliniche con queste cellule su pazienti con malattie neurodegenerative, a partire dalla sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Ad annunciarlo, Monsignor Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e Presidente della Commissione Ecumenismo e Dialogo della CEI, tra i promotori della Fondazione per l'attivita' di ricerca sulle cellule staminali della provincia umbra.
Il vescovo, intervenuto alla tavola rotonda 'Cellule staminali: tra scienza e bioetica' in occasione del V Convegno Nazionale 'Cellule Staminali e Progenitori Emopoietici Circolanti', ha dichiarato che ''non possiamo stare a guardare il dramma dei tanti malati in attesa di una cura'', nondimeno ha ribadito la scelta di svolgere ricerca su cellule staminali non estratte da embrioni poiche' ''non tutto quel che si puo', si deve fare e non e' accettabile la dittatura della tecnica sciolta dalla politica, dall'etica e dalla religione''.
''Abbiamo scelto di evitare la lacerazione di un dibattito etico ed entrare nel vivo della ricerca usando le staminali adulte'', ha sottolineato il Vescovo, sottolineando che nel laboratorio che sta per iniziare i lavori si allestira' una procedura per isolare e moltiplicare le staminali del cervello e poi si puntera' ad usarle ad uso clinico.
Intervenuto a sua volta al dibattito, il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni ha esposto la posizione, di maggiore apertura nei confronti della ricerca su embrioni, della religione ebraica. Non si devono creare embrioni ad hoc per fare ricerca, ha sottolineato il Rabbino Capo, ma e' lecito usare gli embrioni in sovrannumero in favore della ricerca per portare avanzamenti in campo biomedico. ''In Italia - ha dichiarato Di Segni - ci sono blocchi culturali, religiosi, politici mentre altrove c'e' una ricerca importante che va avanti su cellule staminali embrionali''.
A favore dell'uso degli embrioni in sovrannumero che sono crioconservati nel nostro paese si e' detto anche il senatore DS Ignazio Marino, che auspica pero' ci sia il supporto alla ricerca sulle staminali su piu' fronti, anche sulle embrionali ma puntando alla ricerca delle strategie migliori anche da un punto di vista etico, per esempio promuovendo la ricerca di fonti di cellule totipotenti alternative all'embrione.
A favore dell'uso degli embrioni crioconservati che altrimenti andranno distrutti si sono dette anche Filomena Gallo, Presidente Associazione Amica Cicogna, e l'onorevole Daniela Poretti della Rosa nel Pugno, la quale ha ricordato di aver depositato in Parlamento una proposta di legge per modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita, impegnandosi fin da subito affinche', insieme alle altre proposte di legge, si giunga presto alla discussione in aula.