ROMA - "La decisione presa ieri dal Ministro Fabio Mussi è sacrosanta e ragionevole: se l'Italia, in materia di ricerca sulle staminali embrionali, non fa, non può pretendere di non far fare agli altri, ponendo il veto sui fondi Ue per la ricerca". Lo ha dichiarato Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, della segreteria della Rosa nel pugno, che aggiunge: "Quanto alla legge 40 (questione separata dalla decisione di ieri di Mussi), per noi della Rosa nel pugno una sua radicale modifica resta una priorità , come testimoniano le due proposte (rispettivamente, a prime firme Turci e Cappato) presentate a inizio legislatura. E' la battaglia di Luca Coscioni che prosegue, ed è la battaglia dell'Associazione che porta il suo nome, e a cui i radicali, i laici, i liberali e i socialisti della Rosa nel pugno vogliono contribuire". "Oggi l'Italia ha la legge più arretrata di tutto l'Occidente (qualcosa di simile c'è solo in Costarica) - conclude Capezzone - , e quando verrà una speranza (sottolineo: una speranza) di cura e di guarigione per milioni di malati, gli italiani ricchi andranno all'estero, mentre i poveri rimarranno qui con il loro problema, o il loro dramma".