Sclerosi multipla, un vaccino in sperimentazione su pazienti

Iniziano questo mese le sperimentazioni cliniche di fase due di un vaccino terapeutico contro la sclerosi multipla . Saranno condotte su 150 pazienti in doppio cieco con placebo. Messo a punto dalla PharmaFrontiers of Woodlands, in Texas, il vaccino è stato già sperimentato con successo su un piccolo gruppo di 15 pazienti.

La preparazione del vaccino, che somiglia molto ad alcuni vaccini terapeutici in sperimentazione contro tumori come il melanoma, consiste nel prelevare le cellule immunitarie impazzite del paziente, modificarle e reinserirle nel suo corpo in modo che il suo sistema immunitario impari ad attaccarle. In questo modo si rimuoverebbe alla radice la causa stessa del male. L’annuncio dell’avvio della nuova sperimentazione è stato dato dal magazine New Scientist.

La sclerosi multipla è una grave malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso. Si tratta di una patologia a decorso progressivo scatenata dal sistema immunitario impazzito del paziente. In pratica alcune cellule di difesa vanno in “tilt” cominciando ad attaccare il sistema nervoso del paziente. I globuli bianchi distruggono la guaina di mielina che riveste e protegge le fibre nervose. Corrodendo questo prezioso “lenzuolo” protettivo che si avvolge intorno alle fibre nervose, queste cominciano a funzionare male così il paziente acquista disabilità motorie che si aggravano via via che il danno aumenta. I pazienti, che oggi sono assistiti con terapie immunosoppressive che però possono solo rallentare ma non risolvono la malattia, alternano spesso fasi di remissione e di progressione della sclerosi.

Il vaccino terapeutico messo a punto dalla compagnia Usa si basa sulla trasformazione delle cellule di difesa impazzite che causano la malattia nelle armi stesse per sconfiggerla. Infatti il vaccino consiste nelle cellule di difesa malate, prelevate dal paziente e indebolite con vari interventi tra cui radiazioni. Dopo queste modifiche le cellule “moribonde” sono re-iniettate nel malato. Nel suo corpo quindi il sistema immunitario le riconosce come cellule danneggiate e da distruggere. Così il sistema immunitario si adopera ad eliminarle. Il segreto del vaccino è che il sistema immunitario non solo prende a eliminare le cellule reinfuse, ma anche tutte le altre cellule di difesa impazzite (accomunate alle prime dall’esposizione degli stessi antigeni di superficie), ovvero tutte le cellule che causano la malattia.

In un primo test il vaccino era stato somministrato a 15 pazienti con ottimi risultati: il tasso di deterioramento della guaina mielinica è ridotto del 92 per cento dopo il vaccino. Se questi risultati fossero confermati dal nuovo trial in fase di avvio ora (150 pazienti: a 100 sarà somministrato il vaccino, a 50 un preparato placebo), allora regolari iniezioni di vaccino (ne basterebbero quattro l’anno) potrebbero essere la soluzione per rallentare o arrestare la progressione del male. “Se così fosse, prima lo si somministrerebbe subito dopo la diagnosi di sclerosi, migliore sarebbe l’effetto del vaccino”, ha dichiarato David McMillan della PharmaFrontiers.

Data: 14 Marzo 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilitĂ , misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259