SCLEROSI MULTIPLA TRA OGGI E DOMANI

Roma 16 gennaio 2006 - Si è concluso ieri, presso l’Hotel Cavalieri Hilton di Roma, il meeting dal titolo “Unravelling the puzzle of multiple sclerosis: today and tomorrow” che ha preso il via il 14 gennaio ed è stato moderato dal Professor Carlo Pozzilli, responsabile del Centro Sclerosi Multipla, Ospedale S. Andrea, Università di Roma “La Sapienza”.

Durante l’incontro sono state presentate le ultime novità nel campo della sclerosi multipla con particolare attenzione al ruolo dell’ambiente, della predisposizione genetica e della risposta immunologica nello sviluppo della Sclerosi Multipla. Sono stati inoltre presentati i dati clinici provenienti da studi recenti che hanno confermato l’efficacia dei trattamenti attualmente disponibili (i cosiddetti disease-modifying-drugs o DMD) nel rallentare il decorso di questa patologia. Sono state infine approfondite le prospettive terapeutiche future derivanti dallo sviluppo di molecole innovative per meccanismo d’azione e via di somministrazione.

Nella prima giornata sono stati illustrati i risultati dello studio PRISMS a lungo termine (PRISMS LTFU) che ha valutato l’efficacia dell’interferone beta 1-a (Rebif®) 44 mcg ad alta dose e frequenza di somministrazione dopo 8 anni di trattamento. Lo studio ha confermato che il trattamento con interferone beta 1-a (Rebif®) 44 mcg iniziato precocemente e protratto nel tempo ha un notevole impatto nel prevenire la progressione della malattia e lo sviluppo nel tempo di una disabilità irreversibile. Infatti, dopo circa 13 anni (mediana) dall’esordio della SM, l’80% dei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR) non è progredito alla forma secondaria progressiva (SMSP). Il confronto con i dati di storia naturale della patologia dimostra il notevole vantaggio in termini di minore progressione alla forma SMSP ottenuto dalla popolazione studiata nel PRISMS LTFU. In definitiva il trattamento con interferone beta 1-a ha determinato una riduzione della probabilità di conversione della SMRR a SMSP confermando che è possibile per i pazienti ritardare il decorso della malattia e mantenere più a lungo una vita normale.

Nella giornata conclusiva hanno rivestito invece particolare interesse le relazioni di studiosi di fama internazionale.
In particolare Giancarlo Comi, Professore Ordinario e Direttore della clinica Neurologica dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha illustrato lo stato dell’arte sulle terapie del futuro.
Il Professor Comi ha fatto prima il punto sulle terapie esistenti, sottolineando l’importanza di iniziare precocemente il trattamento con DMD ed evidenziando la possibilità di utilizzare combinazioni di farmaci diversi per il trattamento della patologia. In seguito ha presentato le nuove prospettive terapeutiche, offerte in particolare da alcuni farmaci orali per il trattamento della Sclerosi Multipla. Tra questi spicca la Cladribina, dotata di un buon profilo di sicurezza e tollerabilità e ad oggi in fase avanzata di studio.

Inoltre Gerrit Borchard, Professore della Scuola di Farmacia di Ginevra e Direttore Scientifico del Centro Pharmapeptides (Archamps, Francia) ha parlato dello sviluppo di nuove tecnologie volte ad agevolare la somministrazione delle terapie per la SM; la finalità di questi sforzi è cercare di aumentare l’adesione alla cura da parte dei pazienti al fine di massimizzare gli effetti dei trattamenti.
Durante il suo intervento il Professor Borchard, ha discusso delle strategie utilizzate per migliorare la qualità della vita dei pazienti, accrescere la compliance degli stessi e ridurre il tasso abbandono della terapia: alte dosi di farmaco associate ad un’elevata frequenza di somministrazione sono a volte causa di disagio per i pazienti che potrebbero quindi ridurre drasticamente i livelli di adesione alla cura e, addirittura, abbandonarla.

Le tecnologie sulle quali si concentrano maggiormente gli studi tendono ad aumentare la biodisponibilità dei farmaci, ovvero aumentarne la permanenza nell’organismo, riducendo la frequenza di somministrazione e le reazioni avverse.
Sono in studio una serie di possibili soluzioni tra cui: nuove formulazioni in grado di trasportare in modo selettivo i principi attivi per la cura della sclerosi multipla, modificazioni delle molecole attuali per aumentare la biodisponibilità riducendo gli effetti collaterali ed, infine, vie di somministrazione alternative come l’inalazione polmonare.

Data: 19 Gennaio 2006


Ultime news

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente.

Recentemente due gravi infezioni furono riportate in due persone coinvolte in studi clinici per la sperimentazione del farmaco FTY720 (Novartis Pharmaceutical Corp.) assunto per via orale nel trattamento della sclerosi multipla.

Il farmaco Prozac (fluoxetina), appartenente alla categoria degli antidepressivi potrebbe essere d’aiuto nel rallentamento dell’attività di malattia in particolare in relazione alla sclerosi multipla in forma recidivante-remittente; è quello che rivela lo studio preliminare pubblicato in testa al Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

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