Le prime osservazioni scientifiche sul rapporto tra scarsa esposizione al sole e sclerosi multipla sono di mezzo secolo fa. Nel corso degli anni questa relazione è stata ripetutamente confermata: più si scende dal nord verso l'equatore e più diminuisce l'incidenza della malattia. Fenomeno non spiegato dalle caratteristiche genetiche della popolazione, poiché, se ragazzi sotto i 15 anni emigrano da zone a più alta incidenza a zone a più bassa incidenza di sclerosi multipla, questi gruppi di emigrati tendono ad assumere il profilo di rischio (più basso) della zona in cui si sono trasferiti.
Nel dicembre scorso, su JAMA, la rivista dei medici americani, sono stati pubblicati i risultati di un lavoro imponente: sono stati studiati, con prelievi di sangue, 7 milioni di appartenenti al personale militare americano e, tra il 1992 e il 2004, sono stati identificati 257 casi di sclerosi multipla. Le conclusioni sono nette: "I risultati del nostro studio suggeriscono che più alti livelli circolanti di vitamina D sono associati a un più basso rischio di sclerosi multipla".
Del resto, studi sperimentali su animali e su umani, dimostrano che la supplementazione della vitamina è protettiva verso l'insorgenza della malattia.
Evidenze analoghe sono disponibili riguardo alla prevenzione di altre malattie autoimmuni, come il diabete di I tipo e l'artrite reumatoide, tutte malattie, come si dice, di tipo Th1. La vitamina D svolgerebbe il suo effetto protettivo proprio perché contrasta la produzione di sostanze infiammatorie del circuito immunitario Th1, stimolando la produzione di sostanze dei circuiti opposti, il Th2 e il Th3.
A riprova della sua importanza per l'immunità , c'è da segnalare un recente lavoro dei più qualificati studiosi della vitamina (Vieth, Holick, Garland e Giovannucci), che suggerisce una relazione tra epidemie influenzali invernali e bassi livelli della vitamina D nella popolazione. A riprova di questa ipotesi, gli scienziati americani portano alcuni dati sperimentali, tra cui uno studio che dimostra la riduzione di infezioni respiratorie in bambini a cui è stata somministrata vitamina D. Ma, al di là della pillola, forse non sarebbe male ricordare a genitori e pediatri che giocare all'aperto, godendosi il sole, è un'antica e tuttora buona medicina per i nostri figli.