La ricerca italiana sulla sclerosi multipla compie 20 anni e i festeggiamenti sono coronati da una serie di novità terapeutiche, di cui si è parlato all'ECTRIMS 2006 che si è svolto a Madrid. Ne parla Giancarlo Comi, Direttore della Divisione di Neurologia del San Raffaele di Milano: "Un importante studio danese ha evidenziato come ci sia un forte aumento della malattia nelle donne, dato in linea con tutte le crescite delle malattie autoimmuni. La causa sembra essere un ambiente troppo pulito, specie nella prima infanzia, che rende difficile all'organismo la creazione della "memoria immunitaria". Il futuro della ricerca invece è davvero interessante: stanno partendo due progetti, uno che vede protagonista il San Raffaele insieme al Genetic Institute di Ginevra, l'altro dell'Università della California insieme a quella di Cambridge, in cui sarà effettuato lo screening dell'intero genoma di 1200 pazienti".
Novità importanti anche sul fronte delle terapie: il "fingolimod" (FTY720) si candida ad essere il primo trattamento per via orola efficace per la SM. Come racconta Ludwig Kappos,docente di Neurologia all'Università di Basilea: "I risultati degli studi clinici finora condotti hanno dimostrato una riduzione delle recidive e dell'attività infiammatoria, confermata dalla Risonanza Magnetica: sono attualmente in corso studi internazionali di fase III che coinvolgono oltre 3mila pazienti. Il farmaco viene assunto per via orale ogni giorno al contrario delle terapie convenzionali che richiedono frequenti iniezioni, da giornaliere a settimanali, con effetti collaterali come reazioni cutanee nella sede dell'iniezione. Il "fingolimold" ha inoltre un meccanismo di azione nuovo in quanto capace di ridurre il numero di cellule T attivate circolanti nel sangue e nel Sistema nervoso centrale. Sono proprio queste cellule immunitarie che aggrediscono la guaina mielinica delle cellule nervose, distruggendola progressivamente". La molecola ha ridotto l'attività infiammatoria fino all'80% e il tasso di recidiva di oltre il 50%, risultati promettenti pubblicati anche sul New England Journal of Medicine.
Sarà presto disponibile (marzo 2007) invece la nuova formulazione dell'Interefone beta (si chiama RNF Rebif New Formulation per la forma di SM chiamata recidivante remittente: la somministrazione sottocute tre volte a settimana è risultata più tollerabile e soprattutto ha dimostrato una riduzione della formazione di anticorpi contro il farmaco. Il nuovo farmaco agisce sull'infiammazione, riduce il danno neuronale e la progressione della malattia.