Sclerosi multipla: interferone beta fin dai primi disturbi

Un passo avanti avanti nella cura della sclerosi multipla, con l'impiego immediato dell'interferone beta già alla prima diagnosi. Il dato è emerso al congresso di Berlino ed è contenuto nello studio "Benefit" (98 Centri di 20 Paesi e 500 pazienti esaminati). L'indagine conferma la riduzione del rischio di una nuova ripresa entro due anni dall'inizio del trattamento.
L'importante, ha precisato il prof. Carlo Pozzilli, del Centro all'Ospedale Sant'Andrea - Università di Roma La Sapienza, è la precocità della terapia. Una scelta importante per un'affezione del sistema nervoso ad origine autoimmune che colpisce ogni anno, in Italia, duemila persone. I primi disturbi riguardano solitamente la vista, con una neurite ottica oppure la sensibilità delle terminazioni cutanee dei nervi o del movimento.

Data: 07 Marzo 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259