C’è la possibilità di avere a disposizione per i pazienti affetti da sclerosi multipla una terapia a base di cellule staminali, terapia questa che potrebbe consentire di fare un enorme passo avanti nello sforzo di garantire una vita senza disabilità ”: ad annunciarlo è il professor Andrea Di Lauro, responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione San Sebastiano di Caserta.
L’annuncio, d’intesa con il professor Roberto Furlan del San Raffaele di Milano, verrà dato in occasione del convegno organizzato dalla Neurologia casertana per lunedì 12 dicembre al Belvedere di San Leucio, dal titolo “Attualità in tema di sclerosi multipla”. “La sclerosi multipla è la causa più frequente di disabilità cronica. Gli studi epidemiologici più recenti – sottolinea Di Lauro – hanno documentato che la prevalenza di sclerosi multipla è decisamente più alta di quanto precedentemente creduto e collocano l’Italia nei Paesi ad alto rischio con un tasso di prevalenza di 30 casi per 100.000 abitanti”.
L’interessante giornata scientifica vedrà , come relatori, alcuni tra i maggiori esperti nazionali nel campo della terapia e della diagnostica per immagini di una patologia di rilevante impatto sociale sia per l’incidenza sia per la fascia di età colpita. Annesso alla Divisione di Neurologia dell’Ospedale San Sebastiano di Caserta è attivo dal 1996 il Centro Provinciale Sclerosi Multipla (tel. 0823.232267) che segue attualmente più di duecento pazienti che afferiscono alla struttura dalle province di Caserta, Napoli, Benevento, Avellino, nonché dalla Calabria e dalla Basilicata.
Il Centro, diretto dal dottore Emilio Lombardi, svolge attività di diagnostica, terapia, monitoraggio clinico, neurofisiologico, neuroradiologico, collabora con strutture universitarie ed associazioni scientifiche, ed è l’unica struttura sul territorio provinciale che è autorizzata dal Ministero della Salute alla dispensazione di beta interferon e di copolimero, due farmaci ad attività immunomodulante che riducono la frequenza delle ricadute e rallentano la progressione della disabilità .