Sclerosi multipla, il cervello si "auto-ripara"

11 Maggio 2006 - Sono passati quasi due anni dalla fine del progetto "Insieme muoviamo la ricerca". I dati raccolti hanno fornito alla ricerca neurologica nuovi spunti di analisi per entrare nel cuore della sclerosi multipla.
Lo studio, partito nel 2002 e finanziato dalla Fondazione Cesare Serono, aveva lo scopo di ottenere dei dati obiettivi sul carico di malattia e sulla eventuale presenza di atrofia cerebrale in un largo numero di pazienti affetti da sclerosi multipla. Questo obiettivo è stato realizzato con uno studio multicentrico che ha coinvolto le Università di Napoli (Seconda Università e Università Federico II), Bari, Catanzaro, Messina, Catania e Palermo e l'Ospedale di Potenza ed è stato possibile grazie a due altri fattori innovativi. Da una parte l'impiego di una unità mobile di Risonanza Magnetica che ha toccato i suddetti 8 centri di Sclerosi Multipla, dall'altro l'applicazione di un programma di analisi dei dati di Risonanza Magnetica elaborato dal CNR di Napoli.
Nello studio basale, che ha raccolto ben 600 pazienti, sono stati analizzati il carico lesionale, ovvero la presenza di placche indicanti le sedi di danno cerebrale e l'entità dell'atrofia della sostanza bianca e della sostanza grigia. Quest'ultima è risultata più direttamente correlata alla disabilità clinica. Tuttavia, non si può dire che chiunque presenti atrofia della sostanza grigia sia poi necessariamente proporzionatamente affetto, poiché altri fattori riconducibili a fattori plasticità possono giocare un importante ruolo di recupero.
La fase di follow-up è stata condotta nel 2004 su 380 pazienti, un numero comunque alto se si considera la difficoltà di reperimento, dopo due anni, dei pazienti partecipanti alla prima parte dello studio.
In questa seconda fase è stata presa in esame la progressione dell'atrofia, che si è osservata essere stata assai modesta, e inoltre si è proceduto ad una valutazione neuropsicologica (condotta in collaborazione con la Santa Lucia di Roma) per valutare i rapporti tra atrofia ed eventuale compromissione neuropsicologica.
Questo studio è un esempio di come anche in Italia la ricerca possa essere sviluppata in modo efficiente ed efficace grazie allo spirito di collaborazione tra centri altamente qualificati. Infatti solo grazie alla ottima professionalità e funzionalità dei Centri Sclerosi Multipla è stato possibile ottenere una così alta partecipazione di pazienti, nonché una ottimale organizzazione del protocollo di ricerca.

Data: 12 Maggio 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259