Sclerosi multipla: è in gioco un batterio?

Potrebbe esserci un legame tra la sclerosi multipla e l'infezione da Chlamydia pneumoniae.

Antigeni diretti contro Chlamydia pneumoniae sono stati rinvenuti nel sistema nervoso centrale e nel liquido cerebrospinale di pazienti con sclerosi multipla. Gli antigeni della clamydia sono stati trovati sul rivestimento delle pareti dei ventricoli e questo potrebbe spiegare, secondo gli Autori, la distribuzione delle lesioni dovute alla sclerosi. Sono stati considerati 20 pazienti con sclerosi multipla e 17 pazienti di controllo che soffrivano di altre malattie neurologiche. In sette dei pazienti con sclerosi, ma in nessuno dei controlli, l'esame immunoistochimico segnalava la presenza di antigeni contro la C. pneumoniae sulla superficie ependimale e nelle regioni periventricolari del cervello. La presenza di DNA di clamidia nelle stesse aree è stata, poi, confermata dalla PCR in 5 pazienti su 8, ma anche in su 18 dei controlli. Inoltre, l'analisi del liquido cefalorachidiano ha evidenziato che il DNA di una proteina dell'involucro esterno del batterio era più frequente nei casi di sclerosi che nei controlli. Secondo i ricercatori nel SNC di alcuni pazienti sono presenti batteri del genere Clamydia contro i quali la rsiposta immunitaria potrebbe condurre all'autoimmunità oppure la Clamydia potrebbe invadere i tessuti cerebrali dei pazienti dopo lo sviluppo della malattia, contribuendo ad accentuare le risposte immunitarie infiammatorie. Glai Autori chiariscono che occorrono altri studi per documenatre l'esistenza di un legame causale diretto tra la presenza del batterio nel cervello e lo sviluppo o la progressione della sclerosi multipla.

Fonte: J Infect Dis. 2005;192:1219-28

Data: 15 Ottobre 2005


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