L’edizione 2005 del Premio Sapio per la Ricerca Italiana fa tappa a Roma. Si tratta di un tour scientifico frutto di un’efficace concertazione tra Universita`, Centri di Ricerca e Istituzioni: venerdi` 25 novembre, dalle ore 8.30, nella Sala Tevere della Regione Lazio a Roma, in via Cristoforo Colombo 212 si svolge infatti la Giornata di Studio Salute e Sociale, dedicata al tema `Sclerosi Laterale Amiotrofica: Problematiche clinico-diagnostiche e terapeutiche`.
Il Simposio, patrocinato dalla Regione Lazio e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore di Roma, vede la partecipazione di autorevoli rappresentanti della comunita` scientifica italiana per discutere di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) - altrimenti conosciuta come “Morbo di Lou Gehrig” o “Malattia di Charcot” - una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioe` le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Si tratta di una patologia che nel nostro Paese si manifesta, in individui adulti di eta` superiore ai 50 anni e talora anche in eta` giovanile, con una frequenza di 6-8 casi ogni 100.000 abitanti. A causa della cronicita` e dell’evoluzione progressiva che porta fino alla compromissione delle funzioni vitali, la SLA suscita un forte impatto emotivo e un elevato costo sociale.
Tra le molte, autorevoli, voci scientifiche che intervengono al Convegno, di particolare interesse e` quella di Adriano Chio`, Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita` degli Studi di Torino, interessato ai rapporti tra SLA e sport, in particolare il calcio. Dall’analisi dei dati a disposizione emerge che la patologia colpisce con singolare frequenza gli atleti: non a caso, la SLA e` altrimenti conosciuta come “Morbo di Gehrig”, dal nome di Lou Gehrig, leggendario giocatore di baseball - negli Anni Trenta milito` negli Yankees, conquistando innumerevoli riconoscimenti - morto il 2 giugno 1941 propria a causa di questa malattia neurodegenerativa. Studi recenti hanno dimostrato che, in Italia, il rischio di SLA fra i calciatori professionisti e` circa 6,5 volte superiore a quello osservato nel resto della popolazione. Inoltre, l’eccesso di rischio e` soprattutto a carico di soggetti con meno di 50 anni, un’eta` molto precoce per la SLA, che generalmente si manifesta fra i 63 e i 65 anni. L’esempio piu` noto e` quello di Gianluca Signorini, indimenticabile capitano e bandiera di quel Genoa che nel 1991 arrivo` quarto in campionato e nella stagione successiva conquisto` la semifinale in Coppa Uefa, morto nel novembre 2002: il suo caso, anche per il coraggio e la dignita` con cui Signorini affronto` pubblicamente la SLA, commosse tutto il Paese. Chio` avanza alcune possibili spiegazioni scientifiche sull’elevata incidenza della SLA nei calciatori professionisti: dal contatto con i diserbanti e i concimi utilizzati nei campi di gioco o allenamento, all’abuso di farmaci e sostanze dopanti, da alterazioni metaboliche del muscolo o dei motoneuroni riconducibili a specifiche metodiche di allenamento o di gioco, ai traumati¬smi ripetuti specifici del calcio.
Alla Giornata di Studio ”Sclerosi Laterale Amiotrofica: Problematiche clinico-diagnostiche e terapeutiche” intervengono:
- Pietro Attilio Tonali, Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Rodolfo Proietti, Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Mario Sabatelli, Istituto di Neurologia Universita` Cattolica del Sacro Cuore di Roma;
- Ettore Beghi, Clinica Neurologica dell’Universita` di Milano-Bicocca, Monza - Istituto Mario Negri, Milano;
- Adriano Chio`, Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita` degli Studi di Torino;
- Vincenzo Silani, Unita` Operativa di Neurologia e Laboratorio di Neuroscienze dell’Universita` degli Studi di Milano - IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Milano;
- Vincenzo Di Lazzaro, Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Mariano Alberto Pennisi, Istituto di Anestesia e Rianimazione dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Ignacio Carrasco, Istituto di Bioetica dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Vincenzo Lorenzo Pascali, Istituto di Medicina Legale dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
- Gian Domenico Borasio, Centro Interdisciplinare di Medicina Palliativa Policlinico dell’Universita` di Monaco;
- Virginio Bonito, Neurologia - Ospedali Riuniti di Bergamo;
- Gianlorenzo Scaccabarozzi, Dipartimento della Fragilita` Servizi Cure Domiciliari ASL di Lecco;
- Arnaldo D’Amico, la Repubblica;
- Vincenzo Maria Saraceni, Universita` degli Studi “La Sapienza”, Roma;
- Augusto Battaglia, Assessorato alla Sanita` della Regione Lazio;
- Domenica Taruscio, Istituto Superiore di Sanita`;
- Cesare Catananti, Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Roma;
- Mario Buscajoni, Unita` Operativa di Fisiopatologia Respiratoria Territoriale ASL Roma D;
- Piero Grasso, ASL Roma E;
- Edoardo Ferlito, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica onlus.