"Riabilitare l'incontinenza", appello a Livia Turco

"Riabilitare l’incontinenza è possibile, anzi doveroso, per elevare la qualitĂ  e quantitĂ  di vita di chi ne soffre" . L'appello arriva dal Convegno "Pianeta incontinenza", organizzato dalla Federazione Italiana Incontinenti (FINCO) e patrocinato  dall’Ordine dei Medici e dall’Ordine dei Farmacisti della provincia di Venezia, appena conclusosi a Mestre. 

Francesco Diomede, Presidente della FINCO e della World Federation of  Incontinence Patients, lancia un accorato appello al Ministro Turco: "I traguardi piĂą urgenti da raggiungere con il SSN  sono la riabilitazione perineale, aumentando le strutture che la effettuano ora carenti in Italia, e la gratuitĂ  dai farmaci anti-incontinenza attualmente a totale carico dei pazienti per garantire a tutti i malati le migliori opzioni terapeutiche. Un cambiamento che oltre a ridare dignitĂ  al paziente ridurrebbe le spese per i pannoloni ma anche quelle dovute alle giornate lavorative perse a causa della malattia. Ci auguriamo che la sensibilitĂ  verso  le donne finora dimostrata dal Ministro Turco con l’anestesia epidurale nel parto prosegua anche nell’assistenza post-parto con la  rieducazione perineale per prevenire l’incontinenza urinaria da sforzo. Circa la metĂ  delle donne che partoriscono per via naturale riporta infatti dei danni ai muscoli pelvici e il 10-20 per cento di loro avrebbe bisogno di cure specifiche”.

“L'incontinenza urinaria”, spiega Luca Passerella, presidente del Convegno “Pianeta Incontinenza “ e vicepresidente Veneto FINCO, oltre che colonproctologo presso l’ospedale San Camillo di Treviso, “consiste nell'emissione involontaria di urina, e si distingue in due forme: incontinenza urinaria da sforzo (IUS), che interessa maggiormente le donne – oltre 3 milioni di italiane – ed è la diretta conseguenza di gravidanze, parti e menopausa dove un colpo di tosse, una risata o il semplice sollevamento di una borsa causano fughe di urina, e l’incontinenza da urgenza o sindrome della vescica iperattiva (IUU), dovuta a contrazioni involontarie della vescica e caratterizzata dall'improvviso e irrefrenabile bisogno di urinare piĂą volte durante il giorno e la notte,   che colpisce invece entrambi sessi senza distinzioni. L’incontinenza urinaria  nell’uomo è spesso  conseguente a interventi alla prostata  (ipertrofia prostatica benigna e tumore alla prostata). Altra forma è quella di origine neurogena (legata a sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer, lesioni midollari da trauma ecc. ).”

“La riabilitazione perineale”,  spiega Mauro Cervigni, direttore del dipartimento di Uro-Ginecologia - Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, "è indicata dalle ultime linee-guida dell’International Continence Society come primo approccio terapeutico per l’incontinenza urinaria a tutti i livelli e, secondo i risultati di un recente studio italiano, raggiunge il 70 per cento di guarigione. Il trattamento farmacologico per la forma da urgenza o vescica iperattiva si basa su farmaci antimuscarinici (o anticolinergici) che agiscono inibendo le contrazioni involontarie della vescica, incrementandone la capacitĂ  e ritardando l’urgenza alla minzione. I piĂą usati sono l’ossibutinina, il trospio e la tolterodina ai quali si è aggiunta recentemente la solifenacina, caratterizzata da una  maggiore efficacia e tollerabilitĂ . La terapia farmacologica non è rimborsata dal SSN ed è quindi a totale carico dei pazienti. Tutti i farmaci sono infatti esclusi dal rimborso, ad eccezione dell’ossibutinina generica, rimborsabile solo se il disturbo è correlato a malattie neurologiche: Parkinson, sclerosi multipla, spina bifida (nota 87)”. 

 â€śAltre valide soluzioni (ottenibili con il SSN) per la forma da sforzo”,  aggiunge  Cervigni , “sono le iniezioni intrauretrali con sostanze volumizzanti come acido ialuronico, collagene, silicone (le stesse impiegate anche in medicina estetica), in grado di incrementare lo spessore delle pareti dell’uretra rendendo lo sfintere piĂą efficiente, che raggiungono un’efficacia del 55-60 per cento. La chirurgia mininvasiva – "Sling retropubica" e "Sling transotturatoria" – prevede invece l'applicazione di sling – bendarelle  o retine – in prolene poste intorno alll'uretra e risolve il disturbo nell'80-85 per cento. Rispetto ai 'vecchi' interventi invasivi (come la colposospensione) che richiedono un taglio sull'addome, l'anestesia generale, ricovero e  convalescenza prolungati, i  trattamenti  chirurgici, a totale carico del SSN, si  possono effettuare in day hospital, in anestesia locale, con un ritorno alle normali attivitĂ  entro una settimana”.

Data: 14 Febbraio 2007


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