Predittori di disabilità nel lungo periodo nei pazienti con sclerosi multipla RR

Uno studio compiuto presso la Stanford University School of Medicine, negli Stati Uniti, si è posto l’obiettivo di identificare i fattori clinici e demografici associati alla disabilità nel lungo periodo nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente.

La ricerca è stata effettuata utilizzando i database computerizzati; tuttavia l’eterogeneità dei disegni degli studi non ha permesso di effettuare una meta-analisi dei risultati di 27 studi clinici.

I sintomi sfinterici all’insorgenza ( hazard ratio: 1.1-1.3 ), il recupero incompleto dal primo episodio ( hazard ratio: 1.3-3.3 ) ed un breve intervallo tra il primo ed il secondo episodio ( hazard ratio: 1.6-1.9 ) erano maggiormente associati ad una prognosi non favorevole.

Altri fattori ampiamente ritenuti di importanza prognostica ( sesso, età di insorgenza ) si sono rivelati scarsamente prognostici.

Lo studio ha mostrato che i più forti predittori di disabilità fisica nel lungo termine nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente sono: sintomi sfinterici all’insorgenza e l’outcome del decorso della malattia iniziale.

Data: 14 Febbraio 2007


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259