Possibile ruolo del Prozac nella Sclerosi Multipla

Il farmaco Prozac (fluoxetina), appartenente alla categoria degli antidepressivi potrebbe essere d’aiuto nel rallentamento dell’attività di malattia in particolare in relazione alla sclerosi multipla in forma recidivante-remittente; è quello che rivela lo studio preliminare pubblicato in testa al Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry. Lo studio ha coinvolto in maniera casuale 40 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente a cui vennero somministrati giornalmente 20 mg di fluoxetina (Prozac) o una sostanza inattiva (placebo); lo studio è durato 24 settimane. Dettagliate scansioni cerebrali a mezzo di risonanza magnetica per immagini (MRI), eseguite ad intervalli di 4 settimane, erano mirate ad evidenziare nuove aree di infiammazione neurologica, marcatore caratteristico di attività di malattia. 38 pazienti, 19 per ogni gruppo, completarono lo studio. Le scansioni di risonanza magnetica dei pazienti che ricevettero il placebo rivelarono un numero superiore di aree di infiammazione, rispetto alle scansioni RMI di pazienti che ricevettero il farmaco Prozac, quest’ultimi dimostrarono un numero più limitato di aree di infiammazione. Gli effetti sulla malattia legati all’uso del farmaco Prozac in pazienti con SM recidivante-remittente divennero evidenti dopo 8 settimane, tempo necessario affinché l’inibitore specifico della serotonina (SSRI), classe di farmaci a cui appartiene Prozac, manifesti il suo effetto antidepressivo. Il numero medio di nuove aree evidenziate in risonanza magnetica era superiore a cinque nel gruppo che aveva ricevuto il placebo, rispetto a quelli che ricevettero Prozac, per i quali il numero di nuove aree evidenziate era inferiore a due. Un paziente su quattro tra coloro a cui era stato somministrato Prozac rivelava nuove aree attive di infiammazione rispetto ai pazienti che ricevettero la sostanza attiva o placebo con un rapporto di quattro su dieci. Nel corso delle ultime 16 settimane di trattamento, circa due terzi dei pazienti (63%) all’interno del gruppo che aveva ricevuto Prozac, non evidenziava nuove aree di infiammazione rispetto al gruppo placebo che rivelava invece lesioni attive con un rapporto di uno su quattro. Gli autori dello studio affermano prudentemente che si tratta di uno studio di piccole dimensioni e che altri studi di più ampia estensione sono necessari prima di dichiarare conclusioni definite. Tuttavia i ricercatori concludono affermando che i loro risultati sono sufficientemente incoraggianti per giustificare ulteriori studi sulla fluoxetina e la sua applicazione a pazienti con sclerosi multipla, aggiungendo che dovrebbero essere considerate dosi più alte e trattamenti in associazione ad altri farmaci in grado di modificare la risposta immunitaria.

Data: 01 Giugno 2008


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259