Nuovi dati farmacoeconomici su TYSABRI

I dati presentati alla conferenza formativa di AMCP (Academy of Managed Care Pharmacy) evidenziano anche l'impatto di TYSABRI(R) sulla qualità della vita e l'efficienza dei costi delle terapie contro la sclerosi multipla

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CAMBRIDGE, Massachusetts e DUBLINO, Irlanda--(BUSINESS WIRE)--Biogen Idec (NASDAQ: BIIB) ed Elan Corporation, plc (NYSE: ELN) hanno annunciato che i dati che verranno presentati oggi alla conferenza di AMCP (Academy of Managed Care Pharmacy) a Chicago, Illinois, dimostrano che negli studi di Fase III la terapia con TYSABRI(R) (natalizumab) ha ridotto notevolmente l'uso di corticosteroidi e il numero dei ricoveri ospedalieri ed ha aumentato la percentuale di pazienti affetti da sclerosi multipla che non manifestano attività del morbo. Verranno anche presentati risultati che dimostrano l'impatto positivo di TYSABRI su un gran numero di misure per la salute e il miglioramento della qualità della vita e l'efficienza dei costi delle terapie contro la sclerosi multipla.

I dati dimostrano che TYSABRI ha ridotto l'uso dei corticosteroidi, il numero di ricoveri ospedalieri, aumentando nel contempo la percentuale di pazienti senza manifestazioni attive della malattia

I dati presentati oggi dallo studio clinico sulla monoterapia AFFIRM (studio biennale randomizzato multicentrico in doppio cieco e con placebo di 942 pazienti eseguito in 99 località in tutto il mondo) hanno dimostrato l'impatto di TYSABRI su due punti finali prespecificati, il tasso annuale di ricadute che richiedono l'uso di corticosteroidi e il tasso annuale di ricoveri ospedalieri dovuti alla sclerosi multipla.

Data: 11 Ottobre 2006


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La Biogen Idec e la Elan Pharmaceutical informano le autorità regolatorie riguardo alla comparsa di due nuovi casi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) in due pazienti affetti da sclerosi multipla sottoposti a terapia con Tysabri (Natalizumab) quale monoterapia a scopo preventivo e non in associazione ad altre terapie specifiche.

Cellule della pelle di due donne affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono state 'riprogrammate' per produrre motoneuroni, le cellule danneggiate dalla malattia. Per la prima volta una linea di cellule staminali viene creata da pazienti affetti da una patologia genetica e si riesce a produrre cellule del tessuto nervoso.

 

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