Neuroni da staminali cutanee

Gli scienziati della Facoltà di medicina dell’Université Laval di Quebec City sono riusciti a produrre neuroni in vitro utilizzando cellule staminali estratte da pelle umana di soggetti adulti.
“Si tratta della prima volta che si raggiunge uno stadio così avanzato di una cellula nervosa a partire da una cellula cutanea”, ha commentato François Berthod, ricercatore che ha guidato il gruppo di ricerca che firma un articolo apparso sulla rivista “Cellular Physiology”.

L’ampia disponibilità di cellule cutanee è dovuta agli interventi di chirurgia plastica. I ricercatori canadesi hanno sottoposto i campioni di pelle a vari trattamenti per estrarre i precursori dei neuroni, che vengono successivamente coltivate in vitro. La pelle non contiene neuroni, ma solo le loro estensioni, chiamate assoni. La sfida dei ricercatori era perciò di produrre neuroni d cellule indifferenziate piuttosto che moltiplicare i neuroni da cellule nervose.

Le prove condotte dai ricercatori hanno dimostrato che le cellule staminali ottenute dalla pelle possono proliferare e differenziarsi in vitro se poste in un ambiente appropriato, dove acquisiscono progressivamente la forma oblunga tipica dei neuroni.

A livello biochimico, i ricercatori hanno scoperto che nei giorni seguenti l’inizio degli esperimenti, le cellule hanno cominciato a produrre marcatori e molecole associate alla trasmissione degli impulsi nervosi tra i neuroni, il che suggerirebbe, secondo gli autori, l’inizio della formazione di sinapsi tra neuroni.

Nel breve termine, questo successo potrebbe avere un notevole impatto sulla ricerca nel campo delle neuroscienze.

"Produrre neuroni a partire da cellule cutanee potrebbe risolvere il problema della disponibilità di cellule neuronali per la ricerca”, ha concluso Berthod.

Data: 24 Febbraio 2007


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilitĂ , misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259