Mondo. Nel 2007 la prima sperimentazione delle staminali embrionali sull'uomo?

La prima terapia a base di cellule staminali embrionali umane potrebbe essere sottoposta a sperimentazione sui pazienti il prossimo anno.
L'annuncio e' stato dato nel corso di una conferenza a Londra da Tom Okarma, direttore della Geron Corporation, un'azienda biotecnologica americana di Menlo Park in California, e' stato riportato dal magazine New Scientist. Okarma ha sottolineato che presto la Geron chiedera' l'autorizzazione per la sperimentazione alla Food and Drug Administration (FDA, l'ente governativo americano di controllo su farmaci e alimenti) e che "il prossimo anno in clinica ci potra' essere il primo prodotto derivato da cellule staminali embrionali umane".
La Geron sostiene di essere riuscita a risolvere uno dei problemi principali legati all'uso delle embrionali e cioe' il rigetto da parte dell'organismo ospite. L'obiettivo e' curare i pazienti con traumi acuti spinali ricavando dalle staminali cellule progenitrici degli oligodendrociti. Questi ultimi sono cellule che agiscono rivestendo i neuroni con la mielina, una guaina grassa protettiva che serve anche alla trasmissione dei segnali elettrici tra le cellule. Spesso i danni spinali causano una demielinizzazione dei neuroni, cancellando la loro capacita' di trasmettere i segnali. Esperimenti condotti sui topi di laboratorio hanno dimostrato che l'uso dei progenitori degli oligodendrociti (iniettati nel midollo spinale dorsale) puo' consentire la riattivazione del segnale e quindi il recupero del movimento.
Secondo i dati ricavati da studi in laboratorio, la Geron e' anche sicura che il trapianto di queste cellule non provoca pericolosi episodi di rigetto.
"Almeno in vitro, i progenitori degli oligodendrociti non scatenano grandi risposte immunitarie", ha detto Okarma, che ha aggiunto che dati piu' precisi verranno forniti alla conferenza della International Society for Stem Cell Research che si terra' nelle prossime settimane in Canada a Toronto.
Questi dati non significano pero' che altri tipi di terapie basate su staminali embrionali possano essere esenti da fenomeni di rigetto: rispetto ad altri tessuti dell'organismo, quelli spinali tendono ad avere una risposta immunitaria piu' blanda. Secondo il rapporto presentato oggi dalla stessa Geron Corporation nel corso della Needham & Company Fifth Annual Biotechnology and Medical Technology Conference, solo questo specifico filone che riguarda le lesioni della midollo spinale e' in avanzata fase di attuazione. Tanto che mancano pochi dettagli prima di presentare formalmente la richiesta di sperimentazione in fase 1 del prodotto.
Le altre linee di ricerca sulle staminali embrionali umane attivate dalla Geron - quella sul cuore, sull'osteoporosi e sul diabete - sembrano pero' segnare il passo e gli studi su questi settori sono ancora in fase di sperimentazione in laboratorio.
Dubbi sulle prove presentate a Londra sono stati avanzati da alcuni ricercatori, tra cui Stephen Minger del King's College. Secondo la sua opinione, mancano ancora prove sufficienti per poter dire che la terapia non causi rigetto.

Data: 23 Giugno 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259