Lettera dal gruppo slaitalia alle massime cariche istituzionali

Alla presidenza del Consiglio dei ministri: redazione.web@governo.it
Al presidente della Camera dei deputati: bertinotti_f@camera.it
Alla presidenza del Senato della Repubblica: infopoint@senato.it

Chi scrive è un malato di sclerosi laterale amiotrofica. Noi, malati di SLA, una malattia di cui finora non si conosce la causa e per cui finora non ci sono terapie risolutive, poniamo le nostre speranze nella ricerca scientifica; in particolare in quella connessa alle cellule staminali, tra cui le più promettenti sono quelle embrionali.

Per questo consideriamo una buona notizia quella della presa di posizione del ministro Mussi che ha ritirato l'appoggio italiano ai governi europei contrari alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Crediamo però che a questa posizione di Mussi debba seguire coerentemente una revisione della legge 40, in modo da consentire anche in Italia la ricerca in questa direzione. Ricordiamo che a questo scopo non vale invocare il fallimento del referendum, perché non si può ascrivere alla propria posizione l'atteggiamento di tutti coloro che si sono astenuti, dimenticando che comunque la maggioranza di coloro che si sono pronunciati lo hanno fatto nel senso di un rifiuto di tutta o di gran parte della legge 40.

Dissentiamo quindi dalla presa di posizione del vice-presidente del consiglio Rutelli che si è dichiarato contrario alla revisione di questa legge, probabilmente per mantenere la sua alleanza non tanto con la Chiesa cattolica, ma con le sue componenti più integraliste e fanatiche. E questo mentre anche voci autorevoli della Chiesa cattolica (si vedano le dichiarazioni del cardinale Martini) hanno manifestato una significativa apertura in questa direzione.

Chiediamo che il governo nella sua collegialità prenda posizione a favore dell'iniziativa del ministro Mussi. La salute e la vita di migliaia di persone può dipendere da questa scelta. Chiediamo di non sacrificare la salute e la vita reale di persone reali malate alla difesa ideologica di una presunta vita di un aggregato di molecole che non si può in nessun modo considerare "persona".
Sarebbe veramente assurdo e blasfemo sacrificare la vita personale e reale all'ideologia di una "difesa della vita" che in realtà è il contrario di quello che pretende di essere.

Così come è etico utilizzare organi di persone defunte per salvare la vita di altri mediante trapianti, così è etico utilizzare per la ricerca scientifica, la sperimentazione e la terapia cellule embrionali che altrimenti sarebbero comunque destinate ad essere buttate via.

Chiediamo con forza a tutte le forze politiche ed al governo di essere sensibili a questo allarme che viene da persone che nel progresso della ricerca investono tutte le loro speranze!

ZIMOLI  ENRICO

Data: 06 Giugno 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259