Laquinimod: risultati pubblicati da studio di fase 2

Laquinimod: risultati pubblicati da studio di fase 2

Il trattamento con Laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries) assunto per via orale, sembra essere in grado di ridurre l’attività di malattia del 40,4% rispetto alla sostanza inattiva placebo; questo ciò che rivela uno studio di fase 2 coinvolgente 306 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente. Laquinimod sembra in grado di compromettere l’attacco immunitario che nei malati di sclerosi multipla si verifica nei confronti del cervello e del midollo spinale. Il prof. Giancarlo Comi (Istituto Scientifico S.Raffaele di Milano) ed i suoi collaboratori, dopo aver originariamente riportato i risultati al meeting annuale dell’Accademia Americana di Neurologia nel 2007, ad oggi pubblicano i risultati dello studio sul Lancet (2008; 371: 2085-92). Attualmente è in corso uno studio di fase 3 su 1000 pazienti con SM recidivante-remittente riceventi Laquinimod per via orale.

Introduzione: la Sclerosi Multipla è caratterizzata da un attacco immunitario contro il sistema nervoso centrale. Le terapie attualmente approvate nel trattamento della sclerosi multipla comprendono iniezioni ed infusioni. Il raggiungimento di efficacia terapeutica con la somministrazione di farmaci in forma di pillole, per via orale, rappresenterebbe un passo in avanti per i pazienti con SM. Laquinimod è un farmaco assunto per via orale che sembra in grado di provocare uno spostamento dell’equilibrio delle cellule immunitarie lontano dall’infiammazione. Il farmaco è strutturalmente correlato al Linomide, agente che si era dimostrato promettente, ma che in uno studio clinico di fase 3 ha causato effetti avversi significativi tra i quali una tossicità cardiaca.

Scopo dello studio: Il Prof. Comi ed i suoi colleghi in uno studio randomizzato che includeva 306 persone affette da SM, somministrarono la sostanza inattiva placebo e dosi di 3 mg/die o di 6 mg/die di Laquinimod. Dalla dodicesima alla trentaseiesima settimana i partecipanti furono sottoposti a scansioni cerebrali a mezzo di risonanza magnetica (MRI) e ad esami clinici. Il primo obbiettivo era testare il numero di lesioni attive (aree di attivitĂ  della malattia o aree danneggiate) per mezzo della risonanza magnetica.

Risultati: il numero della media cumulativa di lesioni attive era significativamente più basso del 40,4% nel gruppo che assumeva 6mg di Laquinimod, rispetto a quello a cui venne somministrato il placebo, ma nessun beneficio è stato riscontrato nei pazienti che prendevano 3mg/die di Laquinimod. Nel corso di ricadute non si evidenziarono riduzioni significative; ma questo non era l’obiettivo dello studio.

Entrambe le dosi di Laquinimod risultarono essere bel tollerate, ed i problemi cardiaci non emersero a nessuna dose. Incrementi degli enzimi epatici furono evidenti nel 23,4% del gruppo ricevente 6mg/die, e nel 33% del gruppo che ricevette 3mg/die dello stesso farmaco. Mentre i livelli epatici aumentarono nel 10,8% dei pazienti che ricevevano il placebo. Due pazienti appartenenti al gruppo a cui venivano somministrati i 3 mg/die di Laquinimod sospesero il trattamento a causa delle anormalità epatiche. Un paziente nel gruppo ricevente 6mg sviluppò la sindrome di Budd-Chiari ( un blocco parziale del reflusso di sangue dal fegato) dopo un mese di trattamento. Tale paziente presentava una tendenza pre-esistente alla formazione di coaguli di sangue e gli autori notarono che la possibilità che tale paziente potesse essere a rischio di gravi effetti avversi dovesse essere materia di studio in ulteriori trial.

In un editoriale associato, il Prof. B. Mark Keegan ed il Prof. Brian Weinshenker (Mayo clinic , Rochester, MN) affermano che il presente studio era di estensione troppo ristretta per rivelare riduzioni di ricadute in pazienti con SM e lo studio di fase 3 di due anni, attualmente in corso, dovrebbe chiarire e definire tale questione.

Ad oggi ulteriori studi sono necessari per comparare direttamente il Laquinimod con terapie già approvate nel trattamento della Sclerosi Multipla per determinare se la convenienza della terapia orale è adeguatamente in linea con la sua efficacia.

“Siamo ampiamente incoraggiati dai dati di Risonanza magnetica emersi da questo studio” afferma John R. Richert, Executive Vice President of Research & Clinical Programs presso la National MS Society. “Attendiamo fiduciosi i dati clinici e di sicurezza dallo studio di fase 3, che permetterà di determinare se tale farmaco possa essere impiegato con sicurezza ed efficacia in persone con SM”.

Data: 23 Giugno 2008


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