La prolattina potrebbe combattere la sclerosi multipla

Washinton, Febbraio 2007- Sclerosi multipla combattuta con un ormone prodotto dalle donne incinta. E' questa la promessa di uno studio dell'Universita' di Calgary pubblicata sul Journal of Neuroscience. La prolattina, un ormone secreto dalle donne durante la gravidanza, potrebbe contribuire a ridurre i danni causati al cervello e al midollo spinale dalla sclerosi multipla, malattia che riguarda due milioni di persone in tutto il mondo. La nuova scoperta sembra inoltre gettare una luce su un mistero a lungo irrisolto: la remissione della patolgia osservata durante la gravidanza e il suo ritorno subito dopo il parto. Secondo i test condotti sugli animali infatti, la prolattina - decisiva nella produzione di latte materno - e' uno dei motivi per cui la sclerosi multipla 'si prende una sorta di 'pausa' durante la gravidanza' ha dichiarato Patricia O'Looney del National Multiple Sclerosis Society in New York.
  In un malato di sclerosi multipla, il sistema immunitario funziona male e attacca la mielina, una sostanza protettiva delle fibre nervose nel cervello e midollo spinale. Questa 'usura' della mielina porta alle disabilita' tipiche della malattia. Gli scienziati hanno simulato la patologia umana in alcuni topi incinta e non incinta iniettando una sostanza chimica che distrugge la mielina. Due settimane dopo, i topi incinta avevano riparato la maggior parte del danno nervoso, e in quantita' doppia rispetto agli altri topi. Ai topi non incinta e' stato infine somministrata prolattina, e l'ormone ha aumentato significativamente la produzione di mielina. 'Se i successivi test daranno ancora esiti positivi comincera', nel giro di cinque anni, la sperimentazione negli umani' ha commentato Samuel Weiss, che ha condotto lo studio. I farmaci attualmente disponibili nella terapia anti-sclerosi rallentano la malattia ma non sono in grado di ripristinare la mielina perduta.

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Data: 21 Febbraio 2007


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259