L’esercizio fisico migliora la deambulazione e la resistenza degli arti superiori

Uno studio, coordinato da Ricercatori del Masku Neurologic Rehabilitation Centre in Finlandia, ha valutato l’efficacia di un programma di esercizio fisico di 6 mesi, applicato a pazienti con sclerosi multipla, allo scopo di migliorare la deambulazione ed altri aspetti della funzionalità fisica.

Hanno preso parte al programma 95 pazienti affetti da sclerosi multipla con disabilità da lieve a moderata ( punteggi tra 1.0 e 5.5 alla scala EDSS ), che sono stati assegnati ad un gruppo di esercizio fisico, o a un gruppo di controllo.

La terapia, che comprendeva resistenza e training aerobico, ha preso avvio durante la riabilitazione in ambito ospedaliero di 3 settimane ed è continuata per un periodo di 23 settimane a casa.

I gruppi sono stati valutati al basale e dopo 6 mesi.

L’end point primario era rappresentato dalla velocità nel camminare, misurata dai test di cammino di 7.62 e 500 metri.
L’end point secondario comprendeva invece la forza degli arti inferiori, la resistenza e la destrezza degli arti superiori, il picco di assunzione di ossigeno e l’equilibrio statico.

Il 96% dei pazienti ( n = 91 ) ha portato a termine il programma.

Sono state osservate differenze significative tra i due gruppi nei test di cammino di 7.62 m e di 500 m ( p = 0.01 ).
Nel test di cammino di 7.62 m, il 22% dei pazienti del gruppo esercizio fisico ha manifestato miglioramenti clinicamente significativi.

Il gruppo esercizio fisico ha, inoltre, mostrato un aumento della resistenza degli arti superiori rispetto ai controlli.

L’aderenza all’esercizio è variata considerevolmente tra i partecipanti.

In questo studio, la velocità nel camminare è migliorata.
I risultati ottenuti confermano che l’esercizio fisico è sicuro per i pazienti con sclerosi multipla e dovrebbe essere raccomandato nei pazienti che hanno un grado di disabilità da lieve a moderata.

Data: 08 Agosto 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259