Sono molti gli investitori statunitensi che lo scorso 24 aprile si sono buttati sulle azioni della societa' farmaceutica GW Pharmaceuticals, che commercializzera' anche negli Usa un trattamento a base di cannabis per la sclerosi multipla. Lo scorso 21 aprile, infatti, la Food and Drug Administration ha detto chiaramente che fumare la marijuana non verra' mai approvato per la sclerosi multipla, lasciando le porte aperte allo spray orale alla cannabis della GW.
Justin Gover, il direttore responsabile, ha detto che le azioni della GW hanno attratto l'attenzione di molti investitori privati. Le azioni sono infatti salite del 10 per cento fino a 98 pennies.
Questo rinnovato interesse nei prodotti farmaceutici a base di cannabis e' il frutto del rapporto della FDA con in quale si sostiene che "fumare la marijuana non produce alcun beneficio medico accettato o provato negli Stati Uniti e non e' ammesso come trattamento medico". Allo stesso tempo l'amministrazione americana ha concesso alla GW l'autorizzazione a sperimentare quest'anno lo spray, che porta il nome di Sativex.
Nel commentare la decisione della FDA, Gover ha detto: "L'annuncio della FDA dimostra che si puo' da una parte essere contrari a fumare la marijuana, e dall'altra sostenere come soluzione del problema il concetto di farmaci derivati dalla cannabis che rispettano gli standard di efficacia e sicurezza".
La comunita' scientifica rimane in disaccordo sull'efficacia della cannabis quale trattamento dei sintomi della sclerosi multipla.
La GW Pharmaceuticals ha ricevuto l’autorizzazione per iniziare la sperimentazione del Sativex, medicinale a base di cannabis.
Probabilmente e’ la prima volta che una compagnia farmaceutica riceve l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) per importare un medicinale a base di cannabis.
Il Sativex e’ gia’ disponibile in Canada per i pazienti malati di sclerosi multipla, e la GW ha firmato un accordo con la compagnia spagnola Almirall per venderlo in Europa.
La Food and Drug Administration ha detto lo scorso 20 aprile che "nessun studio scientifico serio" supporta l'uso terapeutico della marijuana, contraddicendo cosi' i risultati di una indagine fatta nel 1999 da un gruppo di scienziati dell'Istituto di Medicina e dell'Accademia Nazionale delle Scienze.
Susan Bro, portavoce dell'agenzia federale, ha detto che l'annuncio e' il frutto di un esame condotto dalle forze dell'ordine federali e da agenzie di ricerca e regolamentazione che hanno stabilito che "fumare la marijuana non produce alcun beneficio medico accettato o provato negli Stati Uniti e non e' ammesso come trattamento medico". Bro ha aggiunto che la dichiarazione e' stata sollecitata da alcuni membri del Congresso ma che probabilmente la sua agenzia non si attivera' per attuarla.
Sono undici gli Stati che hanno legalizzato l'uso terapeutico della marijuana. Da tempo i parlamentari pro e contro marijuana terapeutica cercano di far pronunciare la FDA per l'una o l'altra parte. Il deputato repubblicano Mark Souder, accanito oppositore dell'uso terapeutico della marijuana, aveva proposto una legge che avrebbe avuto bisogno dell'approvazione della FDA attraverso una opinione ufficiale sulle proprieta' mediche della pianta. Tom Riley, il portavoce dello zar anti-droga John Walters, ha elogiato la dichiarazione della FDA, che eliminera' una volta per tutte il "bizzarro dibattito pubblico" che ha portato alcuni Stati a legalizzare la marijuana.
Ma per John Benson, condirettore dell'Istituto di Medicina, questa analisi e' sbagliata. "Il Governo federale ama non prendere in considerazione i nostri rapporti", ha detto Benson, professore di medicina alla University of Nebraska. "Preferirebbero che non li avessimo mai fatti". Per altri scienziati, l'annuncio della FDA e' il segno di una sopraffazione della scienza da parte della politica. "Sfortunatamente, questo e' sono l'ultimo esempio in cui la FDA si pronuncia basandosi piu' sull'ideologia che sulla scienza", ha denunciato Jerry Avorn che insegna medicina alla Harvard Medical School.