EPO da doping a cura della sclerosi multipla

11 Gennaio 2006 - Una sperimentazione, condotta presso il Laboratorio di Neuroimmunologia dell'Istituto Mario Negri di Milano, ha dimostrato che l'eritropoietina (EPO), una sostanza che non viene utilizzata solo per il doping ma per esempio per il trattamento dell'anemia, potrebbe svolgere un'azione terapeutica anche in modelli animali di sclerosi multipla.

La notizia, pubblicata a dicembre sulla versione on line del Journal of Neuroimmunology, allunga l'elenco di farmaci attualmente in studio sugli animali per la cura della SM. L'eritropoietina è un ormone, sintetizzato dal rene e dal fegato, che stimola la sintesi di globuli rossi (eritropoiesi). La sua produzione è regolata dalla concentrazione di ossigeno nel sangue ma può anche essere somministrata dall'esterno, sotto forma di farmaco di sintesi.

Come emerso da precedenti lavori scientifici, oltre ad agire sui globuli rossi, funziona da mediatore in una grande varietà di attività neuroprotettive che contrastano i danni della SM. Purtroppo c'è anche il rovescio della medaglia: somministrandola a pazienti che non soffrono di anemia compaiono alcuni effetti indesiderati (come l'aumento di densità del sangue) tali da sconsigliarne l'uso per periodi prolungati di tempo.

Per ovviare a questo inconveniente, il gruppo di ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano, finanziati in parte dalla Federazione italiana sclerosi multipla FISM hanno pensato di modificare la struttura dell'eritropoietina trasformandola in una molecola simile chiamata CEPO (carbamylated EPO = eritropoietina carbamilata). Questa nuova versione di eritropoietina è incapace di aumentare il numero dei globuli rossi (cioè ha perso la sua attività caratteristica sulle cellule del sangue) ma si dimostra efficace nel modello animale di sclerosi multipla.

Se in studi successivi verrĂ  confermata l'assenza di effetti collaterali gravi, le molecole derivate dall'eritropoietina - CEPO e asialoEPO - potrebbero diventare una famiglia di farmaci candidati contro la sclerosi multipla.

Fonte: Istituto Mario Negri, Milano

Data: 13 Gennaio 2006


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