Efficacia della combinazione Glatiramer ed Atorvastatina in un modello animale di sclerosi multipla

Uno studio condotto da Ricercatori della University of California – San Francisco ( UCSF ) ha mostrato, che il trattamento con Glatiramer ( Copaxone ) e con una statina, permette di ridurre la sclerosi multipla.

I Ricercatori hanno impiegato un modello sperimentale di sclerosi multipla.
Topi affetti da encefalomielite autoimmune sperimentale ( EAE ) sono stati trattati con una combinazione di Atorvastatina ( Lipitor ) e Glatiramer.

Rispetto agli animali trattati con solamente uno dei due farmaci, i topi che hanno ricevuto la terapia combinata hanno dimostrato una significativa prevenzione e regressione della gravità clinica della sclerosi multipla, con una minore perdita di mielina, una minore infiammazione a livello del sistema nervoso centrale ed una più ridotta incidenza di episodi di sclerosi multipla.

I Ricercatori, in seguito, hanno trattato, in vitro, i macrofagi con questi due farmaci, ed hanno riscontrato che la terapia di combinazione Glatiramer ed Atorvastatina promuove la secrezione dell’interleuchina-10 ( IL-10 ) ad attività antinfiammatoria e sopprime la produzione dell’interleuchina-12 ( IL-12 ) e del Tumor Necrosis Factor ( TNF-alfa ).

Inoltre, la terapia di combinazione ha utilizzato dosaggi di ciascun farmaco che erano più bassi di quelli impiegati nei singoli trattamenti .

Questi dati indicano che la terapia di combinazione, Glatiramer ed Atorvasttina, farmaci che agiscono con differenti meccanismi d’azione, può risultare utile nel trattamento della sclerosi multipla e ridurre gli effetti indesiderati del singolo trattamento.

Fonte: Journal of Clinical Investigation

Data: 31 Marzo 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259