Efficacia dell’Azatioprina nel trattamento delle nuove lesioni cerebrali nei pazienti con sclerosi multipla

L’Azatioprina è un farmaco immunosoppressore che riduce la percentuale di recidive nei pazienti con sclerosi multipla, ma la sua efficacia nel sopprimere le nuove lesioni cerebrali non è mai stata studiata .

Ricercatori dell’Università di Firenze hanno valutato l’efficacia della terapia con Azatioprina nella soppressione delle nuove lesioni cerebrali nella sclerosi multipla.

Hanno preso parte allo studio 14 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente di breve durata e con almeno 3 lesioni cerebrali captanti il gadolinio ( Gd+ ), osservate entro 6 mesi prima del trattamento.

L’outcome principale era rappresentato dalle lesioni cerebrali Gd+, valutate mediante RMI ( risonanza magnetica per immagini ) mensile per 6 mesi prima e 6 mesi durante il trattamento, e dalle nuove lesioni in T2, valutate nello stesso periodo, e dopo ulteriori 6 mesi.

L’Azatioprina è stata somministrata fino al dosaggio di 3mg/kg al giorno.
Il dosaggio è stato aggiustato per ogni singolo paziente in base al numero di linfociti e al presentarsi di eventi avversi.

Il trattamento con Azatioprina ha ridotto a 0 il numero ed il volume medio di lesioni Gd+ alla risonanza magnetica per immagini ( p < 0.001 per entrambi ), producendo una riduzione del 50% o più delle lesioni Gd+ in 12 pazienti su 14 ( p < 0.01 ).

E’ stata osservata anche una riduzione nel numero delle nuove lesioni in T2.
La riduzione si è mantenuta anche durante il trattamento addizionale ( p < 0.01 ).

Il dosaggio medio di Azatioprina ( 2.6-2.8mg/kg al giorno ) ha ridotto la conta media dei linfociti.
Gli eventi avversi sono stati transitori o reversibili con l’aggiustamento del dosaggio.

Lo studio ha indicato per la prima volta che l’Azatioprina, somministrata a dosaggi in grado di sopprimere i linfociti, è efficace nel ridurre le nuove lesioni infiammatorie cerebrali nei pazienti con sclerosi multipla.

Data: 17 Dicembre 2005


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259