Donepezil migliora la memoria nei pazienti con sclerosi multipla ed iniziale disfunzione cognitiva

( Xagena - Neurologia ) - Ricercatori della State University of New York a Stony Brook hanno condotto uno studio clinico per determinare l’effetto del Donepezil ( Aricept ) nel trattamento della disfunzione cognitiva e della memoria nei pazienti con sclerosi multipla.

Hanno preso parte allo studio 69 pazienti affetti da sclerosi multipla con alterazione cognitiva, i quali sono stati assegnati a ricevere, in modo random, 10mg/die di Donepezil, oppure placebo, per un periodo di 24 settimane.
I pazienti sono stati sottoposti a valutazioni neuropsicologiche al basale e dopo trattamento.

L’end point primario era rappresentato dal cambiamento nell’apprendimento verbale e nella memoria, al Selective Reminding Test ( SRT ).

I pazienti trattati con Donepezil hanno mostrato cambiamenti significativi in termini di memoria, al test SRT rispetto al placebo ( p = 0.043 ).

I pazienti in terapia attiva non hanno riportato notevoli miglioramenti in altri test cognitivi, ma hanno presentato una probabilità due volte maggiore riguardo ai miglioramenti della memoria rispetto ai pazienti del gruppo placebo ( p = 0.006 ).

I medici hanno riscontrato miglioramenti cognitivi di quasi due volte in molti pazienti trattati con Donepezil ( p = 0.036 versus placebo ).

Non è stato riscontrato alcun evento avverso grave correlato al trattamento, sebbene più soggetti in terapia con Donepezil ( 34.3% ) che con placebo ( 8.8% ) abbiano riportato sogni insoliti o anomali ( p = 0.010 ).

In questo studio clinico monocentrico, Donepezil ha migliorato la memoria nei pazienti con sclerosi multipla con un’iniziale disfunzione cognitiva.

Data: 02 Maggio 2005


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259