Coscioni e la speranza nelle cellule staminali. Parlano Dulbecco, Boncinelli e Cattaneo

Si possono sconfiggere malattie oggi incurabili come i tumori o malattie neurodegenerative come la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) di cui soffriva Luca Coscioni? Dipende, la verità risiede nelle cellule staminali ma su di esse sappiamo ancora troppo poco.

E' questo il parere unanime di scienziati come Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina per le ricerche sul cancro, del genetista Edoardo Boncinelli e della ricercatrice Elena Cattaneo del laboratorio cellule staminali dell'Universita' di Milano. Tre scienziati e ricercatori che hanno condiviso, seppur con modalita' diverse, la battaglia di Luca Coscioni sulla "liberta' di ricerca scientifica".

"La verità sta nelle cellule staminali, ma su di esse sappiamo ancora troppo poco - ripete il premio Nobel per la medicina Dulbecco - quando avremo la conoscenza saremo vicini alla vittoria, ma la strada della conoscenza e' lunghissima, in alcuni campi infinita". Dello stesso tenore le affermazioni di Boncinelli.

"E' in malafede chi dice che la soluzione per malattie incurabili non nasce dalle cellule staminali embrionali ma da quelle adulte - spiega Boncinelli - sono affermazioni prive di fondamento perche' - precisa - nessuno puo' dire se con le adulte riusciremo a fare tutto oppure che per certi tessuti ed organi bisogna portare avanti la ricerca sulle cellule staminali embrionali".

Il genetista e' infastidito dalle affermazioni di Paola Binetti, presidente del movimento 'Scienza e vita' secondo la quale "le staminali non avrebbero salvato Coscioni, inutile farsi illusioni. Lui riteneva che le cellule staminali embrionali potessero essere risolutive: la soluzione attualmente non nasce dalle cellule staminali embrionali ma da quelle adulte".

Replica Boncinelli, "non e' vero ne' quello che sostiene la Binetti ne' il suo opposto: e' per questo che chiediamo che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non venga bloccata". Boncinelli lo dice chiaramente poi: "A me non e' mai piaciuto l'uso del referendum, ma non posso non riconoscere che l'esperienza dell'associazione Luca Coscioni e' stato un momento alto di riflessione per tutti e forse un'iniziativa sbagliata nei tempi ma indubbiamente lodevole.

Infine la Cattaneo se la prende con "quei politici che si improvvisano scienziati diffondendo una visione della scienza da bere e della non conoscenza". La scienza in se' "non ha valore positivo o negativo: essa e' la ricerca continua, instancabile della conoscenza - aggiunge la Cattaneo - e della verita'". Nessun scienziato o ricercatore "ha mai detto che lavorare sulle cellule staminali embrionali sia di per se' cura garantita - prosegue la Cattaneo - per malattie oggi incurabili, ma neanche all'opposto che lo siano le cellule staminali adulte: si tratta, e' questa la verita' scientifica, di armi da usare contemporaneamente perche' la ricerca su un tipo di cellule illumini anche la ricerca sulle altre".

Purtroppo, "come sostiene Dulbecco c'e' il tentativo - osserva la Cattaneo - di piegare la scienza alle interpretazioni personali di politici e religiosi: io come tantissimi colleghi condividiamo quanto affermato da Dulbecco e cioe' la scienza ha delle regole ma sono le regole della natura e dell'uomo - conclude la Cattaneo - e non della Chiesa e meno che mai di politici che si improvvisano scienziati senza nessuna conoscenza della scienza e della ricerca scientifica".

Data: 22 Febbraio 2006


Ultime news

Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase III ALLEGRO, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa nel tasso annualizzato di recidive nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, trattati con Laquinimod 0.6 mg/die per via orale, rispetto al gruppo placebo.

Inoltre sono stati raggiunti altri endpoint clinici, tra cui la riduzione significativa della progressione della disabilità, misurata alla scala EDSS (Expanded Disability Severity Scale).

The prevailing view on multiple sclerosis etiopathogenesis has been challenged by the suggested new entity chronic cerebrospinal venous insufficiency. To test this hypothesis, we studied 21 relapsing-remitting multiple sclerosis cases and 20 healthy controls with phasecontrast magnetic resonance imaging. In addition, in multiple sclerosis cases we performed contrastenhanced magnetic resonance angiography. We found no differences regarding internal jugular venous outflow, aqueductal cerebrospinal fluid flow, or the presence of internal jugular blood reflux. Three of 21 cases had internal jugular vein stenoses. In conclusion, we found no evidence confirming the suggested vascular multiple sclerosis hypothesis.
ANN NEUROL 2010;68:255–259